Notizie vere e false si mescolano quotidianamente sul web. Apriamo il nostro social preferito a qualsiasi ora e quelle sono sempre lì, le false notizie o “Fake News” che catturano immediatamente l'attenzione e scatenano le reazioni indignate di chi le rilancia senza verificarle come se fossero verità rivelate. Una notizia infondata si diffonde in modo inarrestabile e diventa una sentenza inappellabile di condanna.

La corsa ai ripari dei colossi del settore

Facebook ha deciso di raccogliere suggerimenti sul livello di fiducia che i navigatori nutrono nei confronti delle fonti di informazione.

L’esperimento sta per partire negli Stati Uniti allo scopo di creare una classifica delle testate che si distinguono per autorevolezza, contribuendo, secondo il fondatore Mark Zuckerberg, a contrastare le fake news.

Twitter punta sulla verifica diffusa dei profili attraverso il metodo del bollino blu, già presente sugli account dei personaggi più noti che lo frequentano. Non a caso, La Repubblica rilancia lo studio effettuato dal Massachusetts Institute of Technology, secondo il quale le notizie false su Twitter si diffondono sei volte più velocemente rispetto a quelle vere con il 70% di probabilità che siano ritwittate.

Google cerca di bloccare le notizie online di siti che mascherano il loro paese d'origine. La vicenda ha preso corpo dopo che alcune fonti on line russe come la Internet Research Agency è stata accusata d’interferenza nelle elezioni statunitensi del 2016, spacciando le notizie come se provenissero da fonte americana.

La gestione disinvolta delle fonti in rete e le possibili contromisure

La sera di domenica 4 marzo 2018 il web si è scatenato contro il direttore del quotidiano Il Giornale Alessandro Sallusti, che stava commentando i risultati elettorali, perché alle sue spalle si vedeva una foto di Adolf Hitler che molti hanno considerato apologetica, vari siti web hanno rilanciato la notizia e Sallusti ha deciso di difendersi con un video.

La mezza verità delle fake news

Le immagini dimostrano che la fotografia esiste, ma non si trova nell'ufficio di Sallusti, bensì nella sala riunioni della redazione che, in precedenza, era occupata dai grafici del Giornale. Tra le tante foto di varie parti del mondo, selezionate per il forte impatto comunicativo, si spazia da Lenin, inserito in un fotomontaggio mentre gioca a basket, alle vignette di Vauro Senesi e Francesco Tullio Altan, fino alla foto incriminata con il dittatore nazista che saluta curiosamente col braccio sinistro, sovrastato da un frisbee in fase di lancio.

In effetti, il committente è la federazione sportiva danese di questa specialità che ha rincarato la provocazione aggiungendo “Everything is funnier with frisbee”.

L'uso corretto del web

Il Giornale conferma che questa immagine è esposta in Danimarca, nonostante il Paese abbia pagato un alto tributo di sangue durante l'occupazione tedesca, perché è percepita come paradosso pubblicitario che invita a sorridere persino di un personaggio che ha causato solo tragedie. Alessandro Sallusti punta il dito contro Striscia la Notizia di Antonio Ricci che l'ha inserito nella rubrica "I nuovi mostri" per questa foto e conclude che social e siti web non sono buoni o cattivi in partenza, ma si trasformano in strumento devastante se alimentati da fake news che solo la verità può contrastare.

Purtroppo molti non sanno difendersi sui media e rischiano di farsi travolgere dall'effetto slavina della gogna via web. Le conseguenze possono essere distruttive a livello di carriera o di equilibrio psicologico, specie se la vittima è adolescente. In questo caso, la notizia falsa diventa l'arma letale del cyberbullismo.

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