“In questo CAF non si fanno pratiche per il reddito di cittadinanza”: questo cartello, scritto anche in lingua araba, è stato esposto a Palermo, all’esterno del patronato Enasc. Troppe le persone che si sono presentate in questi giorni presso il centro di assistenza fiscale per chiedere informazioni sul reddito di cittadinanza, se non direttamente il modulo di richiesta per accedere a questa forma di assistenza al reddito, ancora non attiva.
“Non vi sono moduli per il reddito di cittadinanza perché non esiste”
Totò Barone, sindacalista di Asia (Alternativa sindacale autonoma), non usa mezzi termini: “Troppe persone, troppe richieste, ecco cosa siamo stati costretti a fare oggi grazie ai Cinque Stelle”.
“I primi si sono presentati subito dopo la tornata elettorale – aggiunge una sua collega – alcuni volevano informazioni, altri chiedevano direttamente i moduli da compilare per accedere al reddito di cittadinanza. Naturalmente abbiamo dovuto spiegare loro che questi moduli non esistono”.
Non tutti hanno creduto alla spiegazione
Sempre secondo la sindacalista, non tutti hanno creduto alle spiegazioni ricevute oppure non si sono accontentati della possibilità di accedere ad altre forme di sostegno al reddito: c’è stato chi si è rivolto ad altri Caf oppure è andato direttamente in Comune per avere altri chiarimenti.
“In tutto diverse decine di persone – ha proseguito la sindacalista – Per la maggioranza giovani, purtroppo ingenui o male informati.
Ma in alcuni casi si sono presentate anche coppie, marito e moglie, convinte di poter accedere a una nuova forma di assistenza”.
Spuntano anche finti moduli di richiesta
Il patronato Enasc di Palermo si trova in piazza Marina, nel centro storico del capoluogo siciliano, dove è molto alta la percentuale di disoccupati e dove è anche significativa la presenza di cittadini extracomunitari. Totò Barone spiega: “E’ iniziato tutto mercoledì pomeriggio, si sono presentate persone che chiedevano i moduli per il reddito di cittadinanza. Tutto si basava sulla vittoria del Movimento Cinque Stelle alle elezioni, ‘Hanno vinto loro, adesso dateci i moduli’. A un certo punto alcuni sono arrivati con finti moduli di richiesta, già compilati: volevano registrarli.
Non so da dove arrivino, ma è preoccupante, qualcuno mette in giro false notizie, oppure si diverte sulla pelle di persone che hanno davvero bisogno”.
Reddito di cittadinanza: per ora solo un’ipotesi
Per tutti la risposta è stata la stessa: in Italia non esiste il reddito di cittadinanza. Almeno per ora è solo un’ipotesi, inserita nel programma economico del Movimento Cinque Stelle. In estrema sintesi, sarebbe una forma di sostegno in favore di chi è disoccupato o ha redditi molto bassi. Nella proposta Cinque Stelle, gli importi previsti variano in base al nucleo familiare, alla presenza di figli e alla loro età: un single percepirebbe 780 euro al mese, una famiglia di quattro persone con figli di età superiore ai 14 anni 1.950 euro al mese.
Sono previsti alcuni vincoli: bisogna dimostrare di cercare un lavoro per almeno due ore al giorno, seguire corsi di formazione e qualificazione. AI centri per l’impiego il compito di gestire le richieste, i corsi e proporre occupazioni a chi accedere alla forma di sostegno: il nuovo lavoro può essere rifiutato al massimo due volte, al terzo diniego si perde il diritto al reddito di cittadinanza.
I costi previdenziali sono decisamente alti: le stime del M5S sono sull’ordine dei 14 miliardi di euro all’anno, quelle dell’Inps arrivano a 29 miliardi di euro, almeno nella fase d’avvio.