Rimane certo che il padre, Antonio Logli, sia innocente ma ciò non vuol dire che ha dimenticato la mamma, Roberta Ragusa, scomparsa dalla sua casa di Gello, in provincia di #Pisa, tra il 13 e 14 gennaio del 2012. Lo ha precisato oggi, come riporta l’agenzia di stampa Ansa, l’avvocato Beatrice Vestri, che assiste Daniele Logli, uno dei figli di Roberta Ragusa, che tramite ha presentato nei giorni scorsi una memoria difensiva deposita alla corte d’appello di Firenze per chiedere che il padre venga assolto. Antonio Logli, accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere, è stato già condannato in primo grado a venti anni di carcere anche se in realtà non è mai andato in cella e anzi, in attesa del giudizio di secondo grado che prenderà il via il prossimo 28 marzo davanti alla corte d’appello di Firenze, ha trovato un nuovo lavoro, con contratto a tempo indeterminato, nel comune di San Giuliano Terme, dopo aver vinto un ricorso contro l'ente pubblico su un concorso interno al quale aveva partecipato nel 2007.
Delitto Roberta Ragusa, il figlio difende il padre
Lo scritto difensivo di Daniele Logli, balzato in questi giorni alla ribalta delle cronache, ha causato la reazione di una cugina di Roberta Ragusa. "Si è dimenticato della sua mamma", ha detto Maria Ragusa in un’intervista pubblicata su Giallo, rivista specializzata in cronaca nera. Secondo la parente il figlio di Roberta in questo periodo è rimasto indifferente rispetto alla tragica scomparsa della mamma. “Questa indifferenza - ha aggiunto la cugina della donna scomparsa - mi ha fatto male". Daniele Logli, nella memoria difensiva inviata dal suo legale alla corte d’appello fiorentina di cui hanno ampiamente parlato in questi giorni gli organi di informazione, ha spiegato che è sua intenzione "testimoniare, con la sola silenziosa e composta presenza in aula – viene sottolineato nello scritto difensivo - la ferma convinzione che il padre non ha commesso i fatti di cui viene accusato" e per i quali ha già rimediato la condanna che punta a ribaltare nel processo di secondo grado, come ha dichiarato nelle scorse settimane in un’intervista a Quarto Grado proclamandosi ancora innocente e sostenendo che la moglie sia viva, probabilmente fuggita in America.
Ipotesi di cui si era parlato già nella prima fase delle indagini sulla scomparsa ma che di fatto non ha mai trovato conferme. Anzi. In più occasioni gli investigatori, proseguendo le ricerche del cadavere della donna, hanno cercato in tutt’altra direzione, anche trai i laghi e i corsi d’acqua nel Pisano dove erano stati indirizzati da una segnalazione anonima, come altre ce ne sono state attorno a questo caso.
Fa discutere la memoria difensiva di Daniele Logli
Secondo Daniele Logli il padre “non avrebbe mai potuto - si legge ancora nella memoria difensiva inviata ai giudici di Firenze per difendere il genitore - sopportare così a lungo le conseguenze e il peso" di aver commesso l’omicidio della moglie e ha puntualizzato che secondo lui il padre "non avrebbe avuto le capacità" di commettere i fatti delittuosi per i quali è stato condannato a 20 anni di carcere nel processo di primo grado.
Il legale del figlio di Antonio Logli contesta in una nota "la strumentalizzazione” della memoria difensiva sottolineando che “dal contenuto della memoria – si legge nella nota dell'avvocato - si può desumere che il figlio abbia dimenticato la madre”. L’avvocato quindi sottolinea che, pur ritenendo innocente il padre, il figlio di Roberta Ragusa non abbia mai dimenticato la mamma tragicamente scomparsa. “Daniele – ha sottolineato il legale - porta sempre nel cuore la sua mamma”. Ed ecco la replica anche alle perplessità espresse da Maria Ragusa nell’intervista a Giallo. “Appare a dir poco - scrive l’avvocato Beatrice Vestri nella nota pubblicata dall'agenzia di stampa Ansa - sconcertante e fuori luogo". Il 28 marzo prossimo comincerà il processo d'appello, sarà confermata o annullata la sentenza di condanna per Antonio Logli?