"Non c'entro nulla con l'Isis, non sono un terrorista e tanto meno un latitante". Ha esordito così Atef Mathlouthi, cittadino tunisino il cui nome era contenuto nella missiva pervenuta alla nostra ambasciata a Tunisi. Rintracciato telefonicamente dalla trasmissione televisiva "Chi l'ha visto?", ha dichiarato di aver risposto alle domande della polizia tunisina per chiarire - a suo dire - la propria posizione in merito alle accuse mosse tramite la segnalazione pervenuta alle nostre autorità.

"Sono stato prelevato al bar dove ero andato a fare colazione da diverse pattuglie della polizia tunisina - ha continuato il 41enne - La polizia francese ha contattato anche mia madre, che al momento è malata e spaventata".

Rintracciata telefonicamente anche la moglie italiana

È stata raggiunta telefonicamente anche Beatrice, la moglie italiana di Atef Mathlouthi: "Mio marito si trova in Tunisia da quattro anni perché il suo permesso di soggiorno è scaduto.

La segnalazione è stata inviata perché mio marito aveva un contenzioso economico con un collega di lavoro". Ci sarebbero, dunque, motivi economici dietro la segnalazione che ha fatto scattare per diverse ore la caccia all'uomo in tutta Roma e in altre città, e che ha trasformato il tunisino, per diverse ore, in un "ricercato numero uno" dalle forze di sicurezza italiane.

La nota della Questura

È rientrato, dunque, l'allarme nei confronti del tunisino che, come riportato dalla Questura di Roma, "non è un problema".

Nella nota ufficiale, si precisa che: "Già nelle ore scorse, subito dopo aver ricevuto la segnalazione, erano partiti degli accertamenti, in quanto non era ancora chiaro se il 41enne fosse effettivamente radicalizzato e se avesse avuto contatti con esponenti della jihad".

Ad ogni modo, a prescindere dalle segnalazioni, rimangono invariate - come riportato dai vertici delle forze di polizia -le misure di sicurezza a Roma in vista delle festività pasquali, che saranno celebrate da Papa Francesco.

Si tratta, dunque, di una serie di misure attivate per garantire la sicurezza dei fedeli e dei tanti turisti che in queste ore stanno già affollando la capitale, e che erano state pianificate da diversi giorni.

Il piano antiterrorismo adottato nella capitale

È prevista dalle 19:00 di giovedì 29 marzo alle 24:00 del 2 aprile, l'attuazione della "green zone", che comprenderà il centro storico di Roma, la zona del Colosseo e il Vaticano.

L'ordinanza prevede il divieto di manifestazioni di qualsiasi tipo, il divieto di trasporto di armi e oggetti esplosivi, e il divieto totale di circolazione dei mezzi pesanti.

Sono presenti, sul territorio della capitale, circa 2.000 agenti delle varie forze di polizia, divisi fra unità operative antiterrorismo, unità cinofile, squadre anti-sabotaggio e personale specializzato nella negoziazione e nella gestione di ostaggi.

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