La 'ndrangheta torna a colpire in Calabria, nel Vibonese. E' stato ucciso nel pomeriggio matteo vinci, un informatore farmaceutico di 42 anni che si era candidato alle ultime elezioni comunali. L'attentato è avvenuto a Cervolaro, nei pressi di Limbadi, nel cuore dell’entroterra vibonese. Insieme a Vinci è rimasto ferito il padre, il primo che ha chiamato i soccorsi. Per gli inquirenti non ci sono dubbi: 'E' stata la ndrangheta'

La 'ndrangheta colpisce nel vibonese: una bomba esplode in Calabria, ucciso un politico

Il boato dell'autobomba è stato fortissimo, Vinci è morto sul colpo.

L'uomo si sarebbe fratturato le gambe e sarebbe morto tra le fiamme della sua auto, mentre il padre, che era in auto al suo fianco, è rimasto ferito ed è stato ricoverato in gravi condizioni. A dare l’allarme, poco dopo le 15, sarebbe stato il padre dell’uomo, che dopo l’esplosione ha chiamato la moglie chiedendole di chiamare i soccorsi. Sul posto sono immediatamente arrivati i Vigili del fuoco e un'ambulanza. Come riporta la stampa locale, sul posto sono intervenuti anche il questore di Vibo Valentia e i carabinieri del gruppo "Cacciatori di Calabria"

Bomba nel vibonese, la prima ricostruzione degli inquirenti

Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti non ci sarebbero dubbi: 'Si tratta di un'esecuzione della 'ndrangheta locale'.

A far esplodere l’auto delle vittime non è sttato un malfunzionamento nell’impianto di alimentazione a gpl, ma una bomba. Non a caso dell'omicidio Vinci si sta occupando anche la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che ha preso in mano il coordinamento delle indagini ed hanno iniziato ad interrogare brevemente il papà 75enne delle vittima.

Le condizioni dell'uomo, però, non hanno consentito agli investigatori di fare una ricostruzione approfondita. Da quanto risulta, Vinci non era mai finito in indagini di mafia. Aveva qualche precedente, ma solo per una banale rissa anche con il potentissimo clan locale dei Mancuso. Dopo lo scoppio dell'autobomba, il prefetto Guido Longo ha convocato d’urgenza un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Nel vibonese, in queste ore, il clima di tensione si respira da diversi giorni: la stele commemorativa per ricordare Filippo Ceravolo, diciannovenne ucciso per errore nel corso di un agguato, è stata danneggiata la notte scorsa. 'E anche questo - commentano gli investigatori - è un messaggio inequivocabile'.