Dovrà scontare la pena, poi sottoporsi a cure mediche obbligatorie: questa è la decisione della sezione prevenzione del Tribunale di Milano per un pedofilo di cinquantadue anni. Sull’uomo, ripetutamente recidivo, il carcere sembra non aver sortito alcun effetto, tanto che la Questura ha proposto il trattamento sanitario come alternativa.
I precedenti
Il primo caso risale al 2004, quando la vittima delle violenze era stata una ragazzina di otto anni di età. Condannato a quarantaquattro mesi di reclusione, appena uscito dal carcere aveva abusato di una bambina di appena due anni.
L’ultimo reato, dello stesso genere, risale al 2016 e procurò all’uomo una pena di quattro anni. Ogni sentenza è quindi sembrata vana, in quanto il crimine è stato reiterato senza che la prigione abbia minimamente condizionato la condotta.
Una pena alternativa
Già all’epoca del primo arresto, negli scritti del processo si leggeva che il soggetto non riusciva sempre a controllare certe “pulsioni sessuali”. Insomma, colpevole del reato, ma impotente di fronte ai suoi istinti, ai desideri reconditi della sua indole. Sono proprio questi i motivi che hanno spinto i giudici a scegliere una diversa misura correttiva, per tentare di riabilitare l’uomo, senza limitarsi a punirlo. A facilitare la decisione ha contribuito il pieno consenso del soggetto, affetto inoltre da una forma di “ritardo mentale” e attualmente detenuto presso il carcere di Pavia.
L’obiettivo delle cure è quello di renderlo consapevole del “forte disvalore” delle sue azioni violente, in modo tale da placare, o perlomeno contenere, questi impulsi incontrollati.
Le misure restrittive
Per chi grida alla castrazione chimica dei pedofili non sarà una notizia lieta, ma il tentativo, primo del suo genere in Italia, potrebbe funzionare. Il 52enne, scontata interamente la pena, dovrà subito contattare il “Centro italiano per la promozione della mediazione”, che metterà in atto il “piano trattamentale” previsto dalla sentenza. Nessuna reclusione forzata del genere “cura Ludovico” di “Arancia meccanica”, ma neppure libertà assoluta per il recidivo. Saranno prese importanti misure restrittive: obbligo di restare per due anni nel Comune di residenza e divieto assoluto di frequentare scuole e altri luoghi in cui sono presenti dei minori. L’inutilità della pena detentiva è, purtroppo, ormai appurata; l’efficacia di quest’alternativa si verificherà solo a trattamento concluso.