Parziale dietrofront di Donald Trump riguardo un possibile attacco missilistico contro il regime di Damasco. Tramite un tweet dell’11 aprile, il presidente statunitense aveva avvisato la Russia riguardo l’eventualità tutt’altro che remota di un’offensiva contro il regime di Assad. Oggi sempre tramite tweet Trump ha smentito di aver mai fornito tempistiche a riguardo. Almeno per ora quindi il pericolo di nuove tensioni sul fronte siriano sembra scongiurato. Trump aveva scritto: «La Russia promette di abbattere tutti i missili diretti verso la Siria.

Preparati, Russia, perché ne arriveranno di belli, nuovi e “intelligenti”!». Oggi è arrivata la precisazione. “Potrebbe accadere molto presto o non così presto! In ogni caso gli Stati Uniti, sotto la mia amministrazione, hanno fatto molto per liberare la regione dall'ISIS. Dov'è il nostro 'Grazie America'?“. Trump aveva lasciato intendere che un eventuale attacco sarebbe stato una ritorsione per il terribile bombardamento chimico avvenuto il 7 aprile a Douma, città vicina a Damasco e controllata dai ribelli.

Il bilancio provvisorio della strage è di oltre 70 vittime.

Macron: abbiamo le prove di un attacco chimico

Sul fronte europeo si registra il duro intervento del presidente francese Emmanuel Macron, che afferma “di avere le prove dell’utilizzo di armi chimiche, almeno del cloro, nell’attacco a Douma”. Macron ha chiarito successivamente la posizione della Francia per quanto riguarda la questione siriana, precisando che “in nessun caso la Francia provocherà un’escalation che possa minacciare la stabilità della regione”.

Successivamente Macron ha avuto un colloquio telefonico con Angela Merkel per confrontarsi sulla delicata situazione in Siria. La cancelliera tedesca ha escluso un'eventuale partecipazione tedesca nel caso in cui si verifichi un intervento militare. La Merkel ha dichiarato inoltre che “La Germania assicura che ogni sforzo verrà fatto affinché si dimostri che questo attacco con armi chimiche non è accettabile" aggiungendo inoltre che "è ovvio il fatto che Damasco non abbia distrutto il suo arsenale chimico” riferendosi all’impegno assunto nel 2013 dopo la strage di Ghouta, in cui persero la vita almeno 1300 persone a causa dell’utilizzo di missili terra - aria contenenti oltre trecento litri di gas Sarin.

Confronto Merkel – Gentiloni

Per quanto riguarda l’Italia, Paolo Gentiloni ha avuto un confronto proprio con la cancelliera tedesca. Secondo fonti di palazzo Chigi, Gentiloni ha espresso la sua ferma condanna per la violenza degli attacchi perpetrati dal regime siriano nei confronti della popolazione civile. Ha altresì precisato che è da escludere una partecipazione italiana in un eventuale intervento militare contro il regime di Assad.

La posizione della Gran Bretagna

Ore frenetiche invece in Gran Bretagna: il Daily Telegraph riferisce di una riunione di gabinetto convocata dalla premier Teresa May “Per discutere la risposta agli eventi in Siria“.

La May avrebbe già disposto l’invio di sottomarini verso la Siria in vista di un attacco congiunto con gli Stati Uniti evitando il confronto col parlamento. Secondo il Daily Telegraph l’attacco militare potrebbe avvenire già nella notte.

Douma sotto il controllo siriano

Intanto l’esercito siriano ha ripreso il controllo di Douma, ed ora l’intera Ghouta orientale è sotto il suo controllo. Lo ha comunicato il comandante russo Yuri Yevtushenko, affermando inoltre che le forze siriane saranno affiancate da esponenti della polizia militare russa. Lo stesso Yevtushenko ha affermato: “Si tratta di un evento storico nella storia della Siria”.

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