È successo a Torre Pellice, un comune in provincia di Torino, nella mattina del 4 aprile. Il sindaco che ha inviato i vigili urbani, sebbene si dica dispiaciuto, è convinto della necessità di far rispettare le disposizioni di legge ad oggi vigenti in materia di vaccinazioni obbligatorie. La bambina di soli tre anni era sta accompagnata dai genitori all'asilo, ed è qui che i vigili urbani ne hanno impedito l’ingresso al nido.

Il papà, Eros Giustetto, e la moglie se lo aspettavano essendo stati destinatari di un provvedimento del comune che, tramite una raccomandata, intimava loro di non far entrare la loro bimba al nido in quanto non in regola con le previste vaccinazioni. I genitori hanno poi riferito che i vigili hanno operato in maniera corretta e gentile arrivando anche a consigliare loro, nel caso volessero adire alle vie legali, di contattare un legale.

Il padre però, per ora, si è limitato a non far entrare la figlia all’asilo e a portarla con sé a lavoro, pur riconoscendo la provvisorietà della soluzione trovata.

La ricostruzione dei fatti e il ruolo della ASL

In realtà, nello scambio di pareri che ha visto protagonisti il sindaco di Torre Pellice e la famiglia No-Vax ha avuto un ruolo determinante l’Azienda Sanitaria Locale. Difatti, il medico di Pinerolo aveva comunicato l’inosservanza delle disposizioni vaccinali e, solo a seguito di questa informativa, dopo cinque giorni è stato recapitato l’avviso del comune con il provvedimento di non accoglimento della bambina nel nido a far data dal 4 aprile, giorno di rientro dalle vacanze pasquali.

Dal punto di vista temporale, si rileva che la tempistica di legge è stata, nella fattispecie, rispettata. A questo punto dell’anno scolastico non è più possibile alcuna forma di proroga in attesa di esami o certificati dell’Asl. Marco Cogno, sindaco della cittadina di Torre Pellice, ha infatti evidenziato che si è trovato costretto a prendere un provvedimento, senza possibilità di ulteriori ritardi, a seguito della normativa dettata dal Ministero della salute e delle discendenti procedure regionali.

Ha peraltro, precisato, che la famiglia era stata più volte avvisata e ricevuta sin da ottobre in comune ed è stata anche informata del fatto che qualora adempisse alla normativa la struttura sarebbe pronta ad accogliere di nuovo la bimba. Nel corso dell’anno, la famiglia aveva provato a prendere tempo sia pretendendo informazioni dall’Asl in merito ai vaccini sia prenotando alcuni esami preliminari di verifica per eventuali intolleranze a farmaci.

Evidentemente si è trattato di tentativi inutili perché, a questo punto, stando così le cose, la bambina rischia di non completare l’anno scolastico. Peraltro, non si tratterebbe dell’unico caso in zona. Infatti molti genitori, che fanno parte del “Gruppo per la libertà vaccinale" del Pinerolese si sono incontrati per discutere delle rispettive incombenze e stabilire insieme come agire nei giorni a venire.

Il papà della bimba e la compagna, che lavorano come operatori sanitari in una comunità di assistenza per disabili, dicono di pensare ad una soluzione che potrebbe vedere uno sbocco negli asili steineriani che, seguendo il metodo Waldorf teorizzato da Rudolf Steiner nel secolo scorso, accettano anche bambini non vaccinati.

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