Torna la paura del "Blu Whale" ovvero la "Balena Blu", il terribile gioco nato in Russia nel 2016 e diffusosi sulla rete, in particolare a mezzo social. Il gioco - se così possiamo chiamarlo - consiste nel superare una serie di prove, ben 50, dopo le quali la vittima prescelta deve suicidarsi in qualche modo, riprendendo la scena. L'ultimo episodio del genere è di queste ore, ed è accaduto nel brindisino, precisamente a Latiano. Una giovane ragazza di 20 anni, originaria di Gorizia, è stata ritrovata infatti con tagli e ferite alle braccia nella locale stazione ferroviaria. Immediatamente sono scattate le indagini che hanno portato ad un 20enne del posto.

Per lui ed eventuali complici pende l'accusa di istigazione al suicidio [VIDEO]

Inizio delle indagini

I Carabinieri di Latiano hanno cominciato le loro indagini sul caso qualche giorno fa. Infatti una donna si è recata presso la sede dell'Arma e ha segnalato la ragazza che si trovava presso la stazione. Aveva tagli e ferite più o meno gravi su tutte le braccia ed era in stato confusionale. I militari si sono recati sul posto segnalato dalla donna e hanno identificato e interrogato la giovane. Originaria di Gorizia, la ragazza ha raccontato ai militari che da diverso tempo aveva intrapreso su Facebook una corrispondenza con una persona più grande di lei. Questi l'avrebbe invitata quindi a passare qualche giorno di vacanza nel Salento, proprio a Latiano, in un bed e breakfast.

Così come si apprende da Repubblica, la ragazza ha dichiarato di essersi praticata i tagli alle braccia a causa di un treno che la stessa avrebbe perso. Era in stazione infatti poiché doveva rientrare a casa, nella città friulana. I militari comunque hanno approfondito la questione, la stessa ragazza ha quindi dichiarato come da poco tempo praticasse su Facebook un social game noto come "Blu Whale". Avendo ormai la situazione chiara, i militari si sono messi sulle tracce dell'uomo che ospitava la giovane nella piccola pensione cittadina. Si trattava di un 24enne del posto. Il giovane è stato quindi fermato dagli investigatori e denunciato per favoreggiamento personale nei confronti di persone responsabili di "istigazione al suicidio".

Probabilmente ci sono altri complici

Il 24enne non sarebbe l'unica persona infatti indagata dai militari. Agli stessi il giovane avrebbe raccontato di conoscere la ragazza e di essere al corrente del gioco a cui quest'ultima partecipava. Le vittime del "Blu Whale" infatti sono consenzienti, nel senso che accettano di loro spontanea volontà di sottoporsi a tali prove.

Queste portano poi al suicidio, e tutte le fasi delle 50 prove devono essere documentate. Ogni giorno alle vittime che cadono trappola di questo maledetto gioco, viene infatti chiesto di inviare foto circa l'esecuzione di quanto richiesto dagli aguzzini. La ragazza infine, secondo le indagini preliminari, sarebbe arrivata alla prova numero 3. Una tragedia [VIDEO] quindi sventata sul nascere grazie all'intervento di una coraggiosa signora che ha segnalato quanto stava accadendo e ai militari dell'Arma dei Carabinieri. La ragazza è tornata in Friuli dai familiari.