Il 29 agosto la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, tramite un video pubblicato su Facebook dal consigliere comunale di San Severo Francesco Stefanetti (FdI) e condiviso dalla stessa Giorgia Meloni sul suo profilo Facebook, in cui veniva ripreso l’ennesimo furgoncino carico di braccianti extracomunitari nei pressi di Foggia, ha riacceso i riflettori dei media sulla piaga del “caporalato”. Questione che sembrava nuovamente accantonata nonostante due recenti incidenti, in provincia di Foggia, a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro.

Il fenomeno del caporalato in Puglia

Il primo dei due scontri è avvenuto il 4 agosto, in prossimità di Castelluccio dei Sauri (provincia di Foggia) tra un mezzo pesante che trasportava pomodori e un furgoncino di lavoratori immigrati, quattro dei quali morti sul colpo, in seguito all’impatto.

Appena due giorni dopo, sul tratto della statale 16, tra San Severo e Termoli (sempre in territorio foggiano) si è verificato un secondo incidente tra un tir e un furgone di targa bulgara, che ha causato la morte di 12 dei braccianti immigrati a bordo. L’autista del camion risulta indagato per omicidio plurimo, mentre la Direzione Distrettuale antimafia di Bari ha escluso il movente mafioso.

Il fenomeno dei braccianti immigrati irregolari nel Sud copre cifre importanti: il 60% dei lavoratori a nero è utilizzato dalle aziende agricole del Meridione, di cui il 20% riguarda la Puglia, in particolare la raccolta del pomodoro.

Il sistema di reclutamento è piuttosto semplice: il “caporale”, incaricato di procurare manodopera sottopagata, si reca in determinati luoghi in cui, all’alba, carica sul proprio mezzo i braccianti che, dopo 11 ore di lavoro, riceveranno una paga di 20 euro.

In teoria, una legge per contrastare il fenomeno ci sarebbe: si tratta della 603-bis che prevede la reclusione da 1 a 6 anni e una multa da 500 a 1000 euro per ciascun lavoratore reclutato.

L'opposizione detta al governo l'agenda delle riforme

Ma di fatto il fenomeno continua ad essere endemico nel nord della Puglia, tanto da meritare un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno, da parte dell’onorevole pugliese Marcello Gemmato di Fratelli d’Italia, il quale ha chiesto al governo, in merito ad entrambi gli incidenti, se si sia proceduto a verificare l’identità delle vittime e dei feriti, se fossero in una posizione di regolarità rispetto al permesso di soggiorno e se si fosse proceduto a controllare la questione del ripopolamento del “Gran Ghetto”: la tendopoli foggiana smantellata lo scorso anno ma che attualmente conterebbe un migliaio di migranti.

Nel suo intervento, Gemmato ha sottolineato anche come i furgoni coinvolti, secondo l’Ansa, fossero irregolari, privi di assicurazione e bollo e come il mezzo carico di braccianti coinvolto nell’incidente del 4 agosto risultasse rubato tre mesi prima.

Per non parlare, poi, dei probabili legami con i centri di accoglienza che risulterebbero tra i luoghi privilegiati di reclutamento della manodopera irregolare: chiede infatti Gemmato nella sua interrogazione un’attenta verifica delle strutture di accoglienza, nella zona di San Severo, sospettate di essere complici di questo “business”. Così come, continua, non si comprende come mai i controlli delle forze dell’ordine e degli ispettorati del lavoro non si intensifichino nel periodo estivo, in cui l’attività del caporalato è al suo apice.

Nel frattempo il coordinatore di Fratelli d’Italia per la provincia di Foggia, Giandonato La Salandra, ha annunciato la costituzione, per il mese di settembre, di un tavolo legislativo che lavorerà per proporre una legge quadro con richiami alle normative già esistenti e con lo scopo di attuare politiche che mirino ad incoraggiare l’operato di agricoltori che ricorrono a contratti di regolamentazione del lavoro, favorendoli con una fiscalità più leggera e individuando vere e proprie “zone franche”. Tale proposta di legge verrà presentata dallo stesso Gemmato al Parlamento, subito dopo il disegno di legge verrà illustrato anche a Confagricoltura e Coldiretti per avviare un dialogo proficuo con quelle organizzazioni agricole presenti sul territorio che ricercano e utilizzano manodopera esperta e qualificata e non hanno alcun interesse a fare ricorso a lavoratori irregolari ed improvvisati.

Intanto, il giorno dopo l’incidente del 6 agosto Giuseppe Conte e Matteo Salvini sono arrivati a Foggia dove il Ministro dell’Interno ha promesso che il governo si impegnerà a svuotare i ghetti per garantire la dignità della vita e la dignità del lavoro.