In queste ore non si fa che parlare dell’iscrizione di Matteo Salvini nel registro degli indagati, da parte dei pm di Agrigento, per non aver fatto attraccare la Diciotti a Lampedusa e non aver permesso lo sbarco degli immigrati a bordo, dopo l’arrivo della nave a Catania.

La questione Diciotti e l'opinione pubblica

Un gesto clamoroso quello del procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, che avrebbe accusato Salvini e un capo di gabinetto di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio.

Un gesto che avrebbe dovuto avere anche conseguenze clamorose, facendo presagire una veloce erosione dei consensi, un rapido ed inesorabile declino del governo gialloverde ma che, in queste ore, sta ottenendo effetti totalmente opposti, facendo guadagnare alla Lega il crescente consenso degli italiani.

Sembra una contraddizione inspiegabile ma non è così. In realtà la “nave della discordia”, arrivata nelle acque di Lampedusa il 15 agosto, non ha fatto che mettere in evidenza tutta la fragilità Politica dell’Unione Europea, in tema di immigrazione.

Infatti, nessuno degli stati membri ha voluto farsi carico degli stranieri a bordo, accolti, adesso, addirittura da uno stato extra-europeo come l’Albania, dalla Cei che non è certo uno stato sovrano e dall’Irlanda.

Tutto ciò ha mostrato l’incoerenza del Vecchio Continente che si permette il lusso di criticare la posizione del Ministro dell’Interno per poi agire nello stesso modo, seguendo proprio il modus operandi di quella politica che ha più volte disprezzato.

Conte e Di Maio: parole dure per l'Europa

Un’incoerenza sottolineata con decisione anche dal premier Conte e dal vicepremier Di Maio, indignati dall’esito del vertice tecnico convocato dalla Commissione europea a Bruxelles che non avrebbe portato ad alcun accordo sulla ripartizione dei 150 migranti a bordo della nave. Un’Italia di fatto lasciata totalmente da sola di fronte al problema degli sbarchi incontrollati, diventato endemico da alcuni anni a questa parte.

Conte, dal canto suo, ha dichiarato che l’Europa ha perso un’occasione per dimostrare coerenza tra ciò che predica (solidarietà e responsabilità ) e ciò che fa, registrando una “discrasia” tra parole e fatti che “trascolora ipocrisia”. Mentre Di Maio annuncia di tagliare i fondi versati dall’Italia all’Europa che ammontano (a suo dire) a circa 20 miliardi annui.

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I media e l’opposizione contro Salvini

Eppure, la causa di tutti i mali, per alcuni, sembra essere il ministro Salvini. Difatti non sono certo colori pastello ma tinte forti quelle con cui viene rappresentato il ministro dell’Interno, verrebbe da dire che o lo si ama o lo si odia: c’è chi lo considera, infatti il “giustiziere del buonismo” ovvero di quell’atteggiamento improntato al giustificazionismo e all’accoglienza indiscriminata che pare aver stufato gli italiani (o almeno i circa 5 milioni e passa di elettori che hanno sostenuto la Lega alle ultime elezioni) o, al contrario, come il leader del cosiddetto “cattivismo”.

Termine coniato da Antonio Politi in un suo articolo sul Corriere della Sera in cui, pur prendendo atto dell’insoddisfazione degli italiani nei confronti di una classe politica, la cui azione si è rivelata fallimentare su più fronti, tuttavia considera sbagliato anche l’atteggiamento opposto che racchiude (o forse “riduce”) nel termine “cattivismo” che, afferma, come tutte le parole terminanti in “ismo”, sarebbe manicheo e daltonico, in quanto dipingerebbe la realtà solo in bianco e nero, senza tener conto delle tante sfumature di cui sarebbe fatta.

Tuttavia, questo atteggiamento così drastico e “manicheo”, per riprendere il giudizio di Politi, sembra appartenere proprio a chi lo critica ovvero a quella élite culturale e politica che si esprime attraverso vari media (dai social alle testate giornalistiche) e il cui tratto comune sembra essere l’uso e l’abuso del termine “populismo”, come lampante strumento di delegittimazione del nuovo governo.

Per di più questo atteggiamento così “equanime” proviene proprio da quella classe di politici e di intellettuali che, nel recente passato, hanno dimostrato di avere più a cuore l’interesse dell’Europa (anche e soprattutto in tema di immigrazione oltre che di economia) che quello degli italiani, dimenticando la prima vera missione per cui erano al governo: fare gli interessi dei cittadini.

Ma come per magia e quasi colte da un’amnesia selettiva (riguardante solo il passato), varie “penne” si sono scatenate contro la situazione politica attuale, parliamo persino di giornali che con certi argomenti non c’entrano o non dovrebbero c’entrare nulla (dalla rivista pop al settimanale cristiano) o di certa Chiesa preoccupata dall’”emorragia di umanità” in corso, sulla questione dell’immigrazione (pensiamo anche al celebre don Antonio Mazzi che ha dichiarato di volersi far incatenare alla Diciotti) e che con il loro fuoco di fila non hanno lasciato i lettori indifferenti, suscitando un vespaio di proteste e di indignazione.

Un “gotha” che, con il suo compulsivo twittare, postare e scrivere, quasi quotidianamente, messaggi denigratori contro l’attuale governo, crede così, con beata ingenuità, di accelerarne la caduta, dimostrando, al contrario, ancora una volta ai cittadini, tutto il vuoto della propria ideologia politica e della propria capacità d’azione.

Infatti, nonostante tutto ciò, da un sondaggio condotto a fine luglio da Ipsos Flair che si occupa di analisi e ricerche di mercato, è emerso che il 61% degli intervistati ha espresso un buon giudizio sul governo attuale. Un consenso che sale fino al 90% per gli elettori della Lega e del M5S.

Anche sul premier Conte il giudizio del 61% intervistati si è rivelato positivo.

Insomma quelli che giocano a fare i nemici giurati del ministro Salvini, con il loro linciaggio mediatico, anche nel caso della nave Diciotti, non fanno che accelerarne l’ascesa ed aumentarne la popolarità perché non hanno capito la cosa essenziale: che la campagna elettorale è finita e il Paese ha bisogno di soluzioni, non di inutili slogan e questo, la gente comune, lo sa.

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