La pista del razzismo con l’aggressione di Daisy Osakue, colpita da un uovo alcune notti fa, non c’entra nulla. I colpevoli sono tre studenti della Torino bene che passavano il tempo a lanciare uova contro i passanti per scacciare la noia. Non immaginavano certamente di avere colpito la campionessa azzurra Daisy Osakue e che questo avrebbe messo a rischio la sua partecipazione ai campionati europei di Berlino il prossimo 6 agosto. I tre ragazzi, sconvolti da tanto clamore politico suscitato intorno alla deprecabile bravata, sono stati scoperti e hanno confessato.

Nessun razzismo contro Daisy Osakue

Dopo essere stata colpita da un nuovo e costretta ad un’operazione per rimuovere i frammenti del guscio, Daisy Osakue [VIDEO] si è detta molto amareggiata in un’intervista con i giornalisti.

Ha parlato di razzismo ed in un clima incandescente come quello degli ultimi giorni la notizia ha suscitato molto clamore e, forse, è stata anche strumentalizzata. In realtà il razzismo non c’entra nulla, i tre ragazzi colpivano a casaccio le loro vittime con le uova piuttosto che con i gavettoni. Prima della campionessa di colore avevano lanciato uova contro altre persone ed era già da qualche giorno che trascorrevano le loro serate così. Sono stati catturati grazie alla targa dell’auto appartenente al padre di uno di essi, che si è detto sgomento dell’accaduto e allibito di fronte a tanta stupidità.

Tra i lanciatori di uova anche il figlio di un consigliere del PD

La pista Politica non c’entra nulla e non è stato il razzismo a muovere i tre giovani ventenni contro Daisy Osakue che, a suo dire e secondo molti giornali ostili all’attuale governo, era stata aggredita solamente perché di pelle nera [VIDEO].

I lanci delle uova avvenivano dalla Fiat Doblò del padre di uno di essi, Roberto De Pascali, ex candidato sindaco e consigliere PD del comune di Vinovo. L'aggressore è stato incastrato proprio perché vi erano tracce di uovo sull’auto del padre del giovane che la sera del 29 luglio a Moncalieri era alla guida del mezzo. Il ragazzo ha confessato che negli ultimi tempi insieme a due suoi amici hanno fatto almeno sette raid a base di lancio di uova ai danni di passanti colpiti a casaccio. Negli ultimi due mesi si dedicavano a questo passatempo, che però ha portato i tre ad una denuncia a piede libero per lesioni e omissione di soccorso senza l’aggravante del razzismo. I ragazzi sono assistiti dall’avvocato Alessandro Marampon, che li ha definiti tre giovani normali spaventati dalla loro goliardata.