Genova è ferita. Le vittime determinate dal crollo del Ponte Morandi rappresentano un dolore che che difficilmente si dimenticherà, ma questo è anche il momento in cui bisogna andare avanti e cercare di capire cosa è successo ed evitare che si ripeta. Scavando nel passato iniziano ad emergere particolari che raccontano come non siano mancate delle segnalazioni relative alla necessità di accelerare l'iter per dei lavori d'ammodernamento del viadotto. Segnalazioni che, evidentemente, acuiscono il senso di rabbia dei cittadini in virtù di ciò che forse poteva essere fatto, ma che possono anche aiutare a far luce su una vicenda che ha segnato profondamente l'intera Italia.

Una lettera di Autostrade al Ministero

La novità è che, secondo quanto riporta [VIDEO]l'Ansa citando L'Espresso, esistere una lettera che lo scorso 28 febbraio è stata inviata da Autostrade al Ministero e al Provveditorato Interregionale delle Opere Pubbliche. La missiva sarebbe a firma del direttore delle manutenzioni Michele Donferri Mite. L'obiettivo, però, non era sensibilizzare i destinatari della necessità di di prendere contezza dei rischi che iniziavano a profilarsi, sebbene sia esattamente questo il messaggio che rischia di passare. Il progetto di ammodernamento del Ponte stava semplicemente subendo dei ritardi. L'obiettivo della comunicazione era quello di accelerare l'iter di approvazione e messa in opera di un progetto di ammodernamento che rischiava di andare oltre il termine dei novanta giorni richiesti.

Dal 28 agosto agosto al 14 agosto sono passati poco meno di sei mesi e il bilancio di ciò che è accaduto parla di 43 vittime.

Autostrade minimizza parlando di normale "sollecito"

La lettera in questione è stata pubblicata da "L'Espresso" e considerati gli effetti della tragedia ha avuto un'eco amplissima. Ciò che è accaduto, però, secondo Autostrade fornisce una chiave di lettura diversa rispetto al significato reale della missiva. In particolare nella nota la società spiega che quella era [VIDEO] semplicemente un'ordinaria comunicazione finalizzata a velocizzare i tempi necessari a migliorare le caratteristiche strutturali del viadotto. La lettera sarebbe partita unicamente perché si stava andando oltre il termine dei novanta giorni per l'approvazione di quello che sarebbe stato un intervento, a quanto pare, non determinante ai fini della stabilità del viadotto. Autostrade sottolinea come sarebbe fuorviante e non veritiera l'interpretazione allarmistica di una comunicazione che non aveva assolutamente la funzione di mettere in guardia dalla possibilità che il viadotto non fosse sicuro.