Inizialmente le fonti ufficiali del Viminale avevano parlato di 40 persone allontanatesi volontariamente da uno dei centri di accoglienza italiani che la Chiesa aveva messo a disposizione per i migranti della nave Diciotti, ma sembra che nessuno di loro voglia rimanere in Italia e che il numero sia destinato a crescere. Già venerdì 31 agosto sei migranti se ne sono andati via, il 2 settembre si sono allontanati due eritrei e il giorno seguente altre 19 persone. Ieri si è scoperto che mancavano altre 13 persone all’appello, quattro delle quali sparite quando erano ancora a Messina.

L’odissea dei migranti della nave Diciotti

La nave carica di migranti irregolari, che ha vagato per alcuni giorni nel Mar Mediterraneo dal 15 agosto scorso, è rimasta ancorata di fronte al porto di Catania per scalo tecnico.

A causa delle condizioni critiche a bordo, 27 minori non accompagnati sono stati fatti sbarcare subito [VIDEO], in attesa che anche l’Europa si facesse carico delle 177 persone disperate sulla nave. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ne ha impedito lo sbarco fintantoché non è stato deciso di smistarli in varie località d’Europa e non solamente in Italia. La Chiesa ha deciso di ospitarne un centinaio, ma non si tratta di detenuti, come fa sapere don Francesco Soddu, pertanto, essendo liberi di muoversi a loro piacimento, se ne sono andati di propria volontà. Lo Stato italiano non è tenuto a controllarli e il direttore della Caritas ha aggiunto che nessuno di loro vuole rimanere in Italia e che in realtà il numero di scomparsi è molto maggiore ed è destinato ad aumentare.

Migranti scomparsi, un fatto gravissimo, evitabile se l’Europa avesse collaborato

Sull’allontanamento volontario dei migranti ironizza Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona per aver impedito lo sbarco in attesa della collaborazione di Bruxelles.

I migranti sarebbero sbarcati solamente se fossero stati smistati in tutti i paesi dell’Unione Europea [VIDEO] e, anche se molto parzialmente, è stato così; per quel che riguarda l’Italia è stata la Chiesa a farsi carico di un centinaio di persone, delle quali almeno 50 risultano ora irreperibili. Don Francesco Soddu ribadisce che i migranti ospitati nei centri della Caritas non erano detenuti e dunque potranno andarsene dove vogliono, ricominciando la procedura di richiesta di asilo già avviata in Italia. Lo stato di rifugiato politico non è oggetto di vigilanza, tuttavia la sparizione dei migranti è un fatto gravissimo che non sarebbe avvenuto se tutta l’Europa avesse collaborato con l’Italia. Condividendo la gestione dei migranti della Diciotti questo episodio non sarebbe accaduto, come ribadisce anche il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli.