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I numerosi casi di polmonite nel bresciano e nel mantovano si stanno riducendo ma, per precauzione, le acque dei fiumi sono costantemente monitorate. Dal 2 settembre i casi di legionella a Brescia e in Val Padana erano 36, ai quali si aggiungono altre due persone ricoverate nei giorni scorsi all’Ospedale San Gerardo di Monza.

I casi accertati di polmonite stanno diminuendo

Nei giorni scorsi nuovi casi di polmonite [VIDEO] dovuta al batterio legionella sono stati registrati in Brianza.

Due pensionati sono stati portati all'ospedale di Monza: si tratta di un 78enne di Cesano Maderno ricoverato in rianimazione e un 89enne di Desio, in condizioni stabili, nel reparto di medicina generale.

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Gli esami hanno confermato che sono stati contagiati dal batterio della legionella, una malattia infettiva che colpisce l’apparato respiratorio e che viene spesso chiamata, più genericamente, polmonite. Negli ultimi mesi il Nord Italia è stato interessato da una nuova epidemia, iniziata con il contagio di 26 persone nel comune di Bresso in provincia di Milano. Tre di loro sono morte per complicanze respiratorie e ad oggi i casi accertati sono 36. Le persone ricoverate per polmonite sono state moltissime e attualmente 104 si trovano in condizioni stabili, 52 potrebbero essere dimesse nei prossimi giorni e 5 rimangono in terapia intensiva.

Controllo delle acque per isolare il virus

L’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera ha fatto sapere che i tecnici sono costantemente impegnati nel monitoraggio delle acque: da settembre sono stati prelevati 299 campioni di cui 13 dal fiume Chiese e i suoi affluenti, 77 da torri di raffreddamento, 54 da reti idriche e 155 in abitazioni private.

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Tracce di legionella sono state trovate [VIDEO] anche nella piscina di Chiari in provincia di Brescia, e giovedì i tecnici dell’Agenzia di Tutela della Salute hanno deciso di chiuderla. Gli esperti hanno fatto sapere che potrebbe trattarsi di ceppi diversi da quelli della polmonite che si è propagata nelle settimane scorse in Lombardia e intanto proseguono le analisi dei motivi del contagio. Verrà eseguita l'autopsia su Roé Volciano, l'uomo di 68 anni deceduto alcuni giorni fa all'ospedale di Gavardo probabilmente a causa della polmonite. Tra Monza e Mantova vi sono altre persone ricoverate e si sta tentando di capire da dove provenga il virus che le ha colpite. È anche possibile che il mistero non venga mai risolto, come ha sottolineato l’esperta Paola Borella, primo Presidente italiano della FESTEM (Federation of European Societies on Trace Elements), perché i motivi potrebbero essere tantissimi, a partire dal semplice stress ambientale a cui è sottoposta da anni tutta la zona.