Dopo tre settimane di pausa, sono ripresi questa mattina i bombardamenti aerei russi sulla provincia di Idlib, l'ultima della Siria [VIDEO] ad esser rimasta in mano a gruppi ribelli, che continuano a combattere contro il governo di Damasco. Secondo i media locali e fonti militari vicine ai governativi, i bombardamenti sarebbero stati condotti con almeno dieci aerei Sukhoi e riguarderebbero le parti sud e ovest della provincia di Idlib (colpita in particolare l'area di Jisr ash Shughur, mentre una minore intensità avrebbero avuto gli attacchi sulla zona tra Hama e Idlib). E' molto probabile che questa offensiva aerea abbia il compito di aprire la strada all'attacco da terra dell'esercito siriano alla provincia ribelle.

Siria: inascoltato l'appello di Trump

La Russia di Vladimir Putin [VIDEO] ha completamente ignorato, dunque, l'appello lanciato dal presidente statunitense Donald Trump, che aveva avvertito dei gravi rischi umanitari di un attacco militare contro la provincia di Idlib, ai confini con la Turchia, un'area popolata da circa 3 milioni di persone, che per circa un terzo sono profughi giunti da altre parti della Siria. Anche l'Onu stima che un'offensiva militare contro la provincia potrebbe portare a molte migliaia di morti e addirittura a 700mila sfollati. Nonostante tutto ciò, le forze governative sono determinate ad andare fino in fondo, forti dell'appoggio non soltanto di Mosca, ma anche dell'Iran.

Siria: in programma per venerdì un vertice Russia-Iran-Turchia a Teheran

Il problema di Idlib, che vede la collaborazione di russi ed iraniani per aiutare il governo siriano a liberarsi di gruppi definiti da Damasco 'terroristi', riguarda da vicino anche la Turchia per almeno due motivi: primo, perchè nella zona opererebbero anche alcuni gruppi sostenuti da Ankara, almeno secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, organizzazione con base nel Regno Unito; secondo perchè la vicinanza geografica fra Idlib ed il confine turco porterebbe inevitabilmente migliaia di profughi a cercare di attraversarlo.

Venerdì è programmato un vertice, nella capitale iraniana Teheran, in cui i presidenti di Iran, Russia e Turchia si confronteranno ancora una volta sulla situazione siriana. La strada, tuttavia, sembra segnata, dato che Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, dichiara che l'esercito siriano si prepara a sconfiggere il terrorismo a Idlib e il ministro degli Esteri iraniano esprime i medesimi concetti dagli schermi della TV di stato, limitandosi a specificare che ogni sforzo sarà fatto per ridurre al minimo i costi in termini di vite umane.