Dolori lancinanti che continuavano per mesi dopo un normale intervento di rimozione dei calcoli. Ha rischiato di morire Cira Colucci, 55 anni di Pianura: lo scorso maggio aveva subito un'operazione presso 'Villa dei Fiori', struttura privata convenzionata di Acerra.

Per quattro mesi è stata molto male e aveva febbre alta, finché non ha deciso di andare all'ospedale Cardarelli di Napoli dove le hanno salvato la vita scoprendo che in pancia era rimasto un filo di ferro usato durante l'intervento eseguito nella clinica. Nella stessa struttura di Acerra, è deceduta una donna.

Anche lei nello stesso periodo era stata operata di colecisti, era stata dimessa, ma dopo quattro giorni è spirata. Sui due episodi indaga la magistratura.

L'inferno dopo un intervento chirurgico, colpa di un filo di ferro

La provetta con dentro il fil di ferro che i medici avevano dimenticato nella sua pancia, Cira che oggi può raccontare l'accaduto, la conserva come un'anomala reliquia e l'ha mostrata anche ieri durante la trasmissione 'Pomeriggio Cinque' condotta da Barbara d'Urso in cui è stata raccontata la sua storia.

Tutto comincia lo scorso 27 maggio quando la signora si ricovera presso la clinica di Acerra per una semplice asportazione dei calcoli. L'intervento viene fatto con una laposcopia, poi le viene introdotto lo stent e viene dimessa.

Ma una volta a casa comicia ad avvertire dolori lancinanti. Chiama il medico e dalla clinica le prescrive antidolorifici. Torna nella struttura sanitaria il 27 luglio per l'asportazione dello stent chirurgico, ma sta sempre male.

La situazione va avanti così fino all'11 settembre quando torna ancora per un controllo, ma gli specialisti della struttura non riscontrano nulla. Il 27 viene ricoverata in day hospital per accertamenti e di nuovo non emerge nulla. Nel frattempo i dolori peggiorano, anzi si aggiunge anche febbre alta. La donna si sente malissimo.

Allora il marito, di sua iniziativa, la porta all'ospedale Cardarelli di Napoli: teme possa avere altri calcoli. Ed è stato allora che dopo approfonditi accertamenti, avviene la sconvolgente scoperta: nell'uretere della donna c'era un filo di ferro lasciato dopo l'intervento chirurgico effettuato a maggio e rimosso lo scorso 4 ottobre.

Quattro mesi d'inferno. "Sarebbe bastato che alla seconda visita di controllo avessero guardato bene la radiografia, per scoprire la presenza di questo filo", ha denunciato la paziente.

Villa dei Fiori, un decesso recente

Sarebbe stata invece avvelenata da un cocktail di farmaci l'altra paziente, Assunta Di Maio, di 71 anni, una donna che era autosufficiente ma purtroppo è deceduta. Anche lei si era rivolta alla struttura per sottoporsi a un ordinario intervento di colecisti proprio in concomitanza di quello di Cira Colucci. La salma della donna è stata sequestratata dalla procura di Nola e sottoposta ad autopsia. La famiglia chiede che si accerti la verità. Sui due episodi la clinica ha aperto un'inchiesta interna, ma anche la magistratura indaga.

Con la clinica Pineta Grande di Castelvolturno, Villa dei Fiori è il più grande ospedale privato convenzionato della regione Campania, 180 posti letto e 64mila accessi all'anno. Il direttore sanitario di Villa dei Fiori, Silvio Capizzi, ha negato l'addebito della 'dimenticanza' in pancia, sostenendo che si è verificata l'inattesa rottura del filo guida e che sono state messe in giro solo "assurde bufale". Anzi, secondo il dirigente, sarebbe stata la stessa struttura a sollecitare Cira per levare l'intruso tornando in clinica. Ma la paziente dice di averlo saputo cosa custodiva nell'addome solo al pronto soccorso del Cardarelli. "Se sapevano della presenza di questo filo, perché non me l'hanno levato immediatamente quando ho detto che non stavo bene?". Una domanda che attende risposta.