Il consigliere regionale del Veneto Stefano Valdegamberi (esponente del Gruppo Misto) è finito nell'occhio del ciclone per un suo scioccante commento su Facebook. Sotto un post che riprendeva la notizia dell'uccisione di un esemplare di lupo (avvenuta sul finire di settembre a Roverè Veronese, nei dintorni del Parco della Lessinia), Valdegamberi ha scritto "Il prossimo che troverete in foto sarà uno della Lav". Inevitabilmente il post ha sollevato polemiche e fatto infuriare gli animalisti.

Il commento

Qualche giorno fa, nella campagna veronese, un giovane esemplare di lupo è stato ucciso con un colpo di fucile al collo.

La notizia è stata ripresa da diversi quotidiani locali (il lupo, infatti, è una specie protetta e non può essere cacciato) e, inevitabilmente è finita sui social dove è stata più volte condivisa e commentata. Tra i tanti commenti, però, c'e n'è stato uno che non è passato inosservato: quello firmato dal consigliere regionale Veneto Stefano Valdegamberi.

Eletto nella Lista Zaia e poi passato al Gruppo Misto, Valdegamberi, ha fatto un'uscita davvero poco felice: “Il prossimo che troverete in foto sarà uno della Lav“ A diffondere le parole choc è stato Walter Caporale, Presidente di Animalisti Italiani Onlus che in una nota ha voluto esprimere la sua massima vicinanza e la sua solidarietà alla Lega Anti Vivisezione ed al suo Presidente, Gianluca Felicetti.

Caporale ha voluto sottolineare che quanto è accaduto è gravissimo: il consigliere ha, infatti, commesso un reato penale e, per questo si aspetta il "pugno duro" del Presidente della Regione Luca Zaia.

Dello stesso avviso è anche Lorenzo Croce, presidente dell'Onlus Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) che ha reso noto la denuncia avanzata dall'associazione animalista: "Questo signore - ha tuonato - deve scusarsi pubblicamente e dimettersi perché chiunque istighi all'omicidio o alla violenza è indegno di occupare una carica istituzionale italiana".

La replica

Stefano Valdegamberi, dal canto suo, ha minimizzato l'accaduto. "Chi mi conosce - ha spiegato - sa bene che spesso uso ironia e paradossi per invitare alla riflessione". Poi, ha continuato: "Non volevo né minacciare né istigare alla violenza".

Il consigliere ha precisato che non è un cacciatore, non è in possesso di porto d'armi e non è legato ad alcuna "associazione a delinquere tra montanarì".

Con un lungo post su Facebook, Valdegamberi si è difeso presentando la sua versione dei fatti e raccontando di essere stato denunciato dalla LAV per minaccia ed istigazione a delinquere, ma - a suo avviso - è proprio l'associazione animalista la prima a minacciare e ad istigare a delinquere. "Gli animalisti - ha concluso - non perdono occasione per imporre, senza equilibrio, una posizione di ambientalismo ideologico":

Il consigliere è convinto che le sue parole siano state volutamente fraintese e strumentalizzate.