Una scossa di Terremoto di magnitudo 3.1 della scala Richter è stata registrata dalla sala sismica INGV-Roma ed ha colpito alle ore 5:10 il Centro Italia, in particolare la provincia di Perugia, in Umbria.

Secondo l'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) l'epicentro esatto del sisma sarebbe stato individuato ad appena 4 chilometri da Trevi, piccola cittadina che conta poco più di 8 mila abitanti.

Altri comuni situati entro un raggio di 10 chilometri dall'epicentro sono Montefalco, Castel Ritaldi, Campello sul Clitunno, Foligno e Bevagna. L'evento è stato avvertito dalla popolazione locale in tutti questi comuni, come si evince dalle segnalazioni pervenute al sito "Hai sentito il Terremoto?". L’ipocentro è stato individuato a soli 8 chilometri di profondità.

La scossa fa parte di uno sciame sismico cominciato la notte del 26 ottobre 2018

Secondo l'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) l'epicentro del sisma che ha aperto lo sciame sismico – verificatosi all’1:28 del 26 ottobre 2018, pochi minuti dopo il violentissimo terremoto di magnitudo 6.8 nel Mar Ionio – sarebbe stato il medesimo rispetto a quello odierno.

C’è da aggiungere che il lieve sisma di oggi è stato seguito da una scossa di assestamento di magnitudo 2.1 della scala Richter, alle 5:50 con ipocentro individuato a soli 7 chilometri di profondità.

Altre scosse si sono succedute il 27 ottobre intorno a Campello sul Clitunno e il 28 ottobre fra Castel Ritaldi e, ancora una volta, Trevi.

La scossa non sarebbe correlata alla sequenza sismica del Centro Italia del 2016 e 2017

Come si evince dai commenti di alcuni segnalatori, con asserzioni come "Ricomincia" oppure "Ancora", si ha l'idea che i terremoti che avvengono in una medesima regione possano avere la stessa origine correlata.

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Terremoto

Eppure non sempre è così. In effetti, la scossa che ha interessato questa notte l'Appennino Centrale Umbro ha poco a che vedere con le scosse generate dalla lunghissima sequenza sismica che ha interessato l'Italia Centrale nel 2016 e 2017. Infatti, l'epicentro del sisma [VIDEO] è situato a diverse decine di chilometri verso nordovest, decisamente fuori dal cratere sismico dei terremoti avvenuti gli anni passati.

Un'area conosciuta per la sua pericolosità sismica

L'area colpita dal sisma, fra Foligno e Spoleto, è nota per la sua elevata pericolosità sismica. Infatti, nel corso della storia, è stata ripetutamente colpita da violenti terremoti che hanno provocato gravi danni sia in termini di vittime che di deterioramento del patrimonio storico-artistico ed edilizio.

Il 26 settembre 1997 un terremoto di magnitudo 5.8, seguito poche ore dopo dalla scossa principale di magnitudo 6.1 della scala Richter, colpì la zona del folignate, provocando danni gravissimi al patrimonio storico.

Indelebili le immagini emblematiche della caduta del torrino a Foligno e il crollo della volta nella Basilica di San Francesco ad Assisi, dove rimasero uccisi due frati e due tecnici.

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