Succede a Qualiano, un piccolo comune in provincia di Napoli, dove un collaboratore scolastico di circa 63 anni ha abusato di un bambino delle elementari. Secondo le dichiarazioni della madre della vittima, le molestie si sarebbero consumate all'interno dei bagni dell'istituto scolastico più di una volta. I carabinieri della compagnia di Qualiano, in Campania, si sono prontamente mobilitati per intercettare l'uomo e mettergli le manette ai polsi ed avviare una procedura di custodia cautelare con l'accusa di violenza sessuale su minore.

Ad avere permesso ai militari di effettuare le opportune indagini sarebbero stati i racconti dettagliati che la piccola vittima rivelava alla madre al ritorno dalla scuola.

Una situazione che nessuno avrebbe mai potuto immaginare all'interno di un contesto scolastico e, soprattutto, da uno dei bidelli della struttura. Quanto avvenuto all'interno dei bagni della scuola ha causato uno stato di malumore psicologico al bambino che non è passato inosservato agli occhi attenti del genitore.

La denuncia della madre e le conseguenti indagini della procura

Secondo le dichiarazioni raccolte, sarebbe stata la sezione investigativa dell'arma dei carabinieri di Qualiano ad avviare tutte le indagini necessarie per riuscire a cogliere il bidello con le mani nel sacco. L'indagato, un uomo di 63 anni, sarebbe stato sorpreso all'interno della struttura scolastica ed arrestato dai militari dopo le numerose intercettazioni.

La madre della piccola vittima, secondo quanto testimoniato, si sarebbe rivolta alle autorità locali dopo che il bambino, più di una volta, le ha raccontato quanto accadeva all'interno dei bagni della scuola elementare frequentata. Tutte le volte che andava in bagno, ha rivelato il piccolo al genitore, il bidello lo seguiva e poi abusava di lui.

Trattandosi del racconto di un bambino, i militari hanno affrontato la situazione con molta cautela, analizzando attentamente le dichiarazioni della vittima e del genitore. Ed è stato proprio il racconto della vittima, un bambino di appena 8 anni, a permettere ai carabinieri della regione Campania di condurre agli arresti domiciliari il bidello 63enne, che nell'ultimo periodo avrebbe approfittato più volte dell'innocenza del piccolo indifeso. Una sentenza che ha scatenato non poche polemiche anche sui social, con parecchi naviganti del web che hanno palesato pubblicamente la propria rabbia.