La sparatoria avvenuta sulla strada fra Soagh e Mynia, in Egitto, presenta tutte le caratteristiche di un attentato. L'Isis rivendica l'attacco, il presidente Al Sisi si rattrista per le vittime e dichiara di essere pronto a combattere fino in fondo il terrorismo. Padre Hani, il portavoce della chiesa copto-cattolica in Egitto, conferma ai microfoni dell'Ansa l'attentato avvenuto sulla strada che porta al monastero del vescovo Samuele; e padre Boul Halim, portavoce della chiesta copto-ortodossa, teme che il bilancio delle vittime possa essere ancor più grave.

Terrore sulla strada verso il monastero

Ammonta a sette, per adesso, il numero di morti, anche se padre Boul Halim, che parla a nome della chiesa copto-ortodossa, crede che il numero possa essere ben maggiore. Teoria che trova riscontro anche in quanto dice Hani Bakhoum, portavoce della chiesa copto-cattolica, che pensa ci siano informazioni non confermate su alcuni morti. A subire l'attacco con armi da fuoco sono stati i pellegrini che in quel momento si trovavano a bordo di tre autobus.

Per fortuna, l'autista di uno dei bus è riuscito a fuggire sventando l'attacco e solo due dei tre mezzi che percorrevano la strada che porta al monastero dell'Anba Samuel avrebbero subito gli spari: "Colpi di arma da fuoco sono stati sparati in maniera intensa su un terzo bus, ma l'autista è riuscito a far fuggire il mezzo". Così riporta il sito della tv panaraba Al Arabiya citando "fonti copte": "Persone armate sconosciute hanno sparato contro due bus che trasportavano copti ed erano in viaggio verso il monastero dell'Anba Samuel".

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Cronaca Nera

Terrorismo per rispondere all'antiterrorismo Oltre alle sette vittime vi sarebbero anche diciannove feriti, di cui cinque in condizioni gravi.

E' la seconda volta che accade su quella strada, riferisce il vicario patrarcale Hanu Bakhoum. La prima volta i morti erano stati 30: "E' la seconda volta sulla stessa strada" e poi aggiunge: "La prima fu nel maggio 2017". L'Isis intanto fa sapere che l'attacco è stato messo a segno dai combattenti dello stato islamico.

La comunicazione è stata pubblicata su Telegram, da parte dell'organo di propaganda dei Jihadisti di Amaq. Si presume che l'operazione terroristica sia stata effettuata per rispondere ad una operazione antiterroristica e con l'intento di turbare il giorno in cui si avviava il forum mondiale della gioventù, in corso in una località del mar Rosso. Lo riferisce il direttore di Messager, il settimanale della chiesa cattolica in Egitto,che per descrivere l'azione terroristica informa che due mezzi 4x4 avrebbero fermato gli autobus e ordinato ai pellegrini di scendere, prima di sparare a sangue freddo e in maniera indiscriminata.

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