La tradizionale conferenza di fine anno del presidente russo Vladimir Putin non è mai stata così allarmistica. Il leader del Cremlino parla senza mezzi termini dinanzi agli oltre 1.700 giornalisti inviati da mezzo mondo all'evento, per Mosca mai come adesso c'è il rischio di una guerra nucleare. Il motivo, secondo Putin, è l'eventuale arrivo in Europa di missili nucleari 'a bassa potenza' che spingerebbe la Russia a rendere più solide le proprie posizioni difensive.

L'uscita degli USA dal trattato Inf

Per Putin, pertanto, il rischio di una 'catastrofe globale' si è decisamente innalzato a causa di un sistema internazionale di deterrenza che va verso quello che il presidente russo ha definito "uno sfacelo". La colpa è senza dubbio da attribuire alla ripresa di una nuova corsa agli armamenti e la decisione degli Stati Uniti di uscire dal trattato Inf (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) non ha fatto altro che acuire questa situazione. Il trattato suddetto fu quello sottoscritto dal presidente americano Ronald Reagan e dall'ultimo segretario generale dell'URSS, Mikhail Gorbaciov nel dicembre del 1987 che pose fine alla vicenda gli euromissili, i vettori nucleari a raggio intermedio che Stati Uniti ed URSS avevano installato in Europa alla fine degli anni '70.

Minaccia che appartiene all'epoca della Guerra Fredda e che, incredibilmente, è tornata di preoccupante attualità. A tutti gli effetti, il presidente USA Donald Trump nei mesi scorsi ha annunciato l'uscita del suo Paese dal trattato, accusando la Russia di non rispettarlo. Oltretutto, secondo l'amministrazione Trump, questo accordo non è vantaggioso per Washington considerato che la Cina che non ne fa parte continua a produrre missili nucleari a medio raggio.

Il mondo torna indietro di oltre trent'anni

Visto e considerato che la Storia, spesso, non è altro che il ripetersi di eventi con protagonisti diversi, stavolta secondo Vladimir Putin c'è davvero il rischio che quelle due parole tanto temute dalle generazioni nate e cresciute nei decenni successivi alla Seconda Guerra Mondiale, diventino una tragica realtà. "Il mondo oggi sottovaluta il rischio di una guerra nucleare, la nostra superiorità nella difesa missilistica serve a mantenere la parità strategica, ma se arriveranno i missili in Europa, l'Occidente non squittisca se reagiremo".

Il leader del Cremlino però confida ancora "nel buon senso dell'umanità per evitare il peggio" e denuncia la pericolosità di ordigni atomici a bassa potenza i cui effetti sarebbero comunque quelli di provocare una "catastrofe che porterebbe alla morte la civiltà così come la conosciamo".

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