Le polemiche sulla presunta pericolosità della musica trap, conseguenti alla tragedia di Corinaldo, continuano ad occupare le pagine dei giornali e gli spazi delle trasmissioni televisive. Due giorni fa, durante l'ultima puntata del popolarissimo programma di Rai Tre 'Chi l'ha visto?', anche Federica Sciarelli ha voluto esprimere un parere sulla vicenda, manifestando palesemente le sue perplessità su Sfera Ebbasta e la sua musica.

Indignata e sconcertata la reazione della comunità hip hop italiana, storicamente divisa e litigiosa, ma attualmente estremamente unita e compatta nel difendere non solo Sfera Ebbasta e il rap, ma più in generale il concetto di libertà di espressione, viste le tante voci considerate autorevoli nel nostro paese – Paolo Crepet e Magdi Cristiano Allam in primis – che hanno invocato in maniera più o meno diretta una sorta di censura.

La Sciarelli, pur scagionando il trapper di Sesto San Giovanni da qualsiasi responsabilità pratica nella tragedia, lo ha definito responsabile dal punto di vista culturale per i messaggi che manda, criticando apertamente un suo brano ed un suo videoclip.

'Nel video viene occultato un cadavere'

La nota conduttrice ha mostrato al pubblico di Rai Tre un video di Sfera Ebbasta del 2016, ovvero quello di 'Visiera a Becco', una delle sue hit più popolari, sottolineando come nel videoclip del pezzo sia presente 'Una donna che viene uccisa'. Queste le parole della Sciarelli: "Noi che regolarmente ci occupiamo di sparizioni, omicidi e occultamenti di cadavere, siamo rimasti a dir poco colpiti da questo videoclip, in cui c'è una donna che viene assassinata, poi il suo cadavere viene occultato.

Una provocazione ? Giudicate voi".

Poco prima, sempre nell'ambito della stessa trasmissione, Federica Sciarelli aveva ulteriormente criticato Sfera Ebbasta, facendo ascoltare ai telespettatori il testo di un suo vecchio brano, parlando apertamente di responsabilità culturale del rapper. Queste le parole della conduttrice: "Lui é libero di dire ciò che vuole nei testi e non stiamo parlando di censura, non é neanche responsabile se qualcuno va al suo concerto con lo spray urticante. Però è responsabile dei suoi messaggi culturali, perché ci mette la faccia".

Il fatto che la nota giornalista e scrittrice abbia voluto condividere con il suo pubblico il videoclip di 'Visiera a becco' ha lasciato basiti tantissimi ascoltatori hip hop – incluso chi scrive – che faticano a capire cosa possa essere concretamente considerato pericoloso in un video come quello sopracitato, che mette in scena una palese finzione, tant'è che nemmeno YouTube ha scelto di limitarne la visione ai soli maggiorenni.