Nicole Minetti è stata graziata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’ex consigliera regionale della Lombardia era stata condannata in via definitiva a un totale di 3 anni e 11 mesi di reclusione: 2 anni e 10 mesi nell’ambito del processo Ruby bis e 1 anno e 1 mese per peculato nell’inchiesta Rimborsopoli. Con il provvedimento di grazia, la pena viene di fatto cancellata e non dovrà essere scontata.

La notizia è emersa nelle ultime ore durante la trasmissione televisiva Mi Manda RaiTre e ha rapidamente attirato l’attenzione mediatica.

Secondo quanto riportato, la decisione sarebbe stata presa per motivi umanitari e firmata nelle scorse settimane, dopo il parere favorevole del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del procuratore generale della Corte d’Appello. A rilanciare per primo la notizia sui social è stato il conduttore Federico Ruffo, anticipando anche un approfondimento più ampio previsto nelle prossime puntate del programma.

Il provvedimento di grazia e le condanne

Il provvedimento di grazia è un atto previsto dall’ordinamento italiano che consente al presidente della Repubblica di estinguere, in tutto o in parte, una pena definitiva. Nel caso di Nicole Minetti, la decisione riguarda due vicende giudiziarie che hanno segnato il suo percorso pubblico.

La prima è legata al cosiddetto Ruby bis, uno dei filoni del caso che coinvolse anche l’ex premier Silvio Berlusconi. In questo procedimento Minetti è stata condannata in via definitiva a 2 anni e 10 mesi per favoreggiamento della prostituzione. La seconda condanna riguarda invece l’inchiesta Rimborsopoli in Lombardia, relativa all’utilizzo dei fondi dei gruppi regionali: in questo caso la pena è stata di 1 anno e 1 mese per peculato, definita tramite patteggiamento.

Le due condanne, sommate, arrivavano a quasi quattro anni di reclusione. Con la grazia concessa dal Quirinale, però, Minetti non sconterà nemmeno un giorno di carcere. Al momento, l’ex consigliera non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla vicenda.

I "motivi umanitari"

Fonti del Quirinale hanno fornito ulteriori chiarimenti sulla concessione della grazia a Nicole Minetti, spiegando che la decisione si basa anche sulle condizioni di salute particolarmente gravi di un familiare minorenne dell’ex consigliera, bisognoso di cure specifiche e assistenza continuativa presso strutture ospedaliere altamente specializzate.

Dalle stesse fonti viene inoltre sottolineato come la normativa vigente sulla tutela dei dati sensibili dei minori impedisca la diffusione di ulteriori dettagli relativi allo stato di salute del familiare coinvolto.

Chi è Nicole Minetti

Nicole Minetti, nata a Rimini nel 1985, ha iniziato il suo percorso professionale come igienista dentale, lavorando nello studio di Silvio Berlusconi.

Prima dell’ingresso in politica aveva avuto anche una breve esperienza nel mondo dello spettacolo e della televisione tra il 2007 e il 2008.

La sua carriera politica prende una svolta netta nel 2010, quando viene candidata alle elezioni regionali in Lombardia con il Popolo delle Libertà, nella lista dell’allora presidente Roberto Formigoni. Eletta a soli 25 anni, la sua rapida ascesa attira fin da subito critiche e polemiche, spesso legate al rapporto con Berlusconi.

Sempre nel 2010, il suo nome finisce al centro del caso Ruby: fu proprio Minetti a recarsi nella questura di Milano per prendere in affido la giovane di origine marocchina, all’epoca minorenne, fermata dalle forze dell’ordine. Da quell’episodio si sviluppano le vicende giudiziarie che negli anni successivi porteranno alle condanne poi cancellate dalla grazia.

Negli anni seguenti, dopo la fine dell’esperienza politica e alcune apparizioni televisive, Minetti si è progressivamente allontanata dalla scena pubblica italiana. Secondo quanto emerso, oggi vivrebbe all’estero e nel 2022 avrebbe presentato la richiesta di grazia, accolta nelle ultime settimane dal presidente della Repubblica.