Un atto d’amore profondo, disperato ed altruista. È il gesto di Brianna Rawlings, una giovane madre australiana di 19 anni che ha deciso di interrompere le cure per salvare la vita del bambino che portava in grembo. La ragazza non è riuscita, però, a vincere la sua battaglia contro un tumore del sangue che le ha portato brevemente via tutto ma il suo gesto d’amore risuona come un eco intenso, uno di quelli rari che proprio per questo devono essere raccontati.

La sua storia

Brianna Rawlings, una giovane di Colyton un sobborgo di Sidney (Australia), è felice di poter diventare madre, ha solo 18 quando scopre di essere incinta.

Un momento meraviglioso per la donna che, però, è interrotto rapidamente da una notizia devastante: una rara e aggressiva leucemia a cellule NK sta invadendo il suo corpo. La diagnosi costringe i dottori a dover mettere la giovane australiana davanti al più grande bivio della sua vita quello che, in un modo o nell’altro, avrebbe segnato per sempre la sua esistenza: interrompere la gravidanza giunta ormai al 4° mese per poter iniziare le cure che avrebbero potuto, altrimenti, danneggiare il bambino o interrompere la terapia dimezzando così le sue possibilità di poter guarire. Brianna non ha avuto dubbi: sceglie la vita, quella del suo bambino.

Il destino però decide di dare un altro colpo di coda alla giovane donna: lei, piccola e fragile eppure resiliente, giunta solo al 6° mese di gravidanza, contrae un’infezione che potrebbe danneggiare suo figlio.

Gli specialisti decidono così di intervenire con un taglio cesareo d’urgenza per salvare la vita di entrambi e Brianna partorisce con 3 mesi di anticipo. Nasce il piccolo Kyden che prova, con le sue esili manine e i suoi battiti veloci, ad aggrapparsi alla vita, riuscendoci solo per 12 giorni.

Le parole di Brianna

“Ero molto felice di essere una madre – tutto quello che avrei sempre voluto avere era una famiglia.

I 12 giorni che ho trascorso con il mio bambino Kyden, sono stati così speciali, sono stati i migliori 12 giorni della mia vita!” queste sono state la parole commoventi della giovane madre. “Voglio combattere per poter vincere questa malattia. Ho fatto una promessa a mio figlio”.

Poco dopo queste parole le condizioni di Brianna peggiorano, tanto da escludere la possibilità di un trapianto di midollo osseo da parte del fratello.

A nulla sono valse le cure sperimentali a cui la giovane australiana si è sottoposta. Dopo solo due cicli Brianna, poco dopo aver compiuto 19 anni, ha lasciato che la malattia prendesse il sopravvento per raggiungere il suo piccolo Kyden.