Sono ormai trascorsi 10 giorni da quando il piccolo Julen Rosello, 2 anni e mezzo, è caduto in un pozzo profondo più di 100 metri a Totalán, nei pressi di Malaga. Oggi, finalmente, dopo una serie difficoltà ed errori tecnici, si è completato il tunnel verticale. A questo punto, finalmente, dovrebbe prendere il via la fase finale (che durerà circa 24 ore). Non ci sono certezze che il bimbo sia vivo, ma la Spagna non smette di credere al miracolo.

Problema tecnico risolto

Ieri, le operazioni di salvataggio hanno subito un pesante rallentamento per un "errore di calcolo" commesso dai tecnici.

Un portavoce del Gobierno en Andalucía, Alfonso Rodríguez Gómez de Celis, aveva spiegato che a 40 metri di profondità erano affiorate "difficoltà tecniche" con le guaine metalliche. Detto in parole povere, i tubi necessari per rivestire la galleria, erano troppo grandi.

Una brutta notizia che, però, non ha fermato le squadre di ricerca che hanno provveduto a rimuovere e sostituire tutti i tubi che erano stati installati.

Ora che il problema tecnico è stato risolto, si potrà passare, finalmente, alla fase finale: si realizzerà un tunnel orizzontale - che farà da collegamento tra il pozzo parallelo e quello in cui si trova Julen - e si potrà raggiungere il bambino. Come precisato da Ángel García Vidal, ingegnere coordinatore dei lavori, ci potrebbero volere anche 24 ore.

Fase finale

A quanto pare, dunque, è impossibile raggiungere il piccolo Julen prima di domani, giovedì 24 gennaio. I minatori si stanno preparando a scendere con uno speciale ascensore - una specie di capsula in metallo - fino ad una profondità di 60 metri. Poi, inizieranno a scavare con dei picconi un piccolo condotto (lungo 4 metri) che li dovrebbe portare dal bambino.

Quest'ultima fase, alquanto rischiosa e delicata, impegnerà otto minatori della Brigada de Salvamento de Hunosa (Brigata di soccorso minerario); lavoreranno a turni di 2 (la capsula, infatti, è stata progettata per contenere solo due persone alla volta). Ogni 40 minuti circa si daranno il cambio. Non c'è certezza, però, che il piccolo Julen si trovi proprio alla profondità indicata ai tecnici.

I soccorritori, infatti, hanno solo ipotizzato che si possa trovare a circa 70 metri di profondità in quanto, cadendo, si è "portato dietro" terra e rocce.

Rafael Gálvez, uno dei responsabili delle operazioni, ha puntualizzato che i suoi uomini potrebbero trovare difficoltà durante la discesa e per questo motivo sarà sempre pronta ad intervenire una squadra di emergenza.