Era da tempo un ingranaggio ben oliato, quello che permetteva a due cartelli di imprese funebri di spartirsi il mercato dei funerali a Bologna. I carabinieri, dopo approfondite indagini, hanno emesso 30 misure cautelari, tra divieti di esercizio dell’attività, arresti domiciliari e detenzione in carcere, mettendo sotto sequestro un capitale di 13 milioni di Euro.

L'organizzazione operava nei due maggiori Ospedali di Bologna

Si tratta di una vera e propria associazione a delinquere che si spartiva le camere mortuarie del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi e dell’Ospedale Maggiore, i due principali ospedali di Bologna.

Ai vertici di queste piramidi c’erano Massimo Benetti (63 anni) della Cif srl e Giancarlo Armaroli (68 anni) della Rip Service srl. Due rami indipendenti della stessa organizzazione che agivano con modalità molto simili, ma senza interferire uno sull’attività dell’altro. Le Imprese funebri potevano contare sui propri dipendenti che si infiltravano negli ospedali, intrattenendo rapporti conniventi con gli infermieri e i lavoratori delle sale mortuarie. Erano quest’ultimi a indirizzare verso le agenzie i familiari dei defunti, ricevendo in cambio compensi di denaro, che potevano arrivare anche a 350 Euro per ogni servizio procacciato. Denaro sottobanco, ovviamente, un flusso ingente in mano ai contabili delle aziende.

Soldi in nero per riuscire ad avere il monopolio sui funerali cittadini, impossessandosi dell’intero mercato. I carabinieri di Bologna, dietro richiesta del PM Augusto Borghini, hanno provveduto al sequestro di sei società e di numerosi immobili tra le province di Bologna, Ferrara, Modena, Rimini e Gorizia, oltre a veicoli per il trasporto delle salme che venivano utilizzati per i servizi funebri.

Il valore del sequestro è intorno ai 13 milioni di Euro.

Il parere del Codacons

Il Codacons si è espresso ufficialmente sulla vicenda, dichiarando che questo sistema di monopolio del mercato dei funerali è molto diffuso negli ospedali italiani. Come riferito dal Presidente Carlo Rienzi le Imprese funebri in Italia sono più di 5 mila, con un fatturato annuo che raggiunge i 3,5 miliardi di Euro.

Sarebbe opportuno, perciò, estendere i controlli a tutti gli Ospedali italiani per poter intervenire su questo malcostume che, fra l’altro, comporta un aumento di circa il 30% rispetto ai funerali effettuati senza il pagamento di una tangente.