Nuovi guai per la famiglia Casamonica, clan criminale ultimamente spesso sotto i riflettori. Con l'operazione "Ottavo Re di Roma" la Guardia di finanza ha confiscato beni per un valore di 2,4 milioni di euro in esecuzione a un decreto emesso dal Tribunale di Roma, sezione misure di prevenzione.

Dopo il sequestro e la demolizione lo scorso novembre di otto ville abusive al Quadraro, periferia est della Capitale, la potente famiglia criminale forte sul territorio grazie a fratelli, cugini, parenti, e migliaia di affiliati, tutti dediti ad attività quali spaccio, estorsione, usura, incassa un nuovo duro colpo.

Indagini e maxi confisca al clan Casamonica

Con un blitz, oggi i militari del Comando provinciale della Guardia di finanza di Roma, hanno confiscato immobili, lussuose ville e terreni di proprietà di Abramo Di Guglelmi, 44 anni, alias "Marcello Casamonica", della sorella Giulia, 38 anni, e del marito coetaneo Romolo Cerello, tutti appartenenti alla famiglia Casamonica Guglielmi.

Questo è uno dei tanti filoni di indagini che riguarda i Casamonica: avviato nel 2015, è stato coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia capitolina. Gli specialisti del Gico del nucleo di polizia economico-finanziaria hanno ricostruito la 'carriera criminale' dei membri della famiglia e fatto emergere una macroscopica sproporzione tra i redditi dichiarati e l'effettiva ricchezza posseduta.

Le Fiamme Gialle hanno accertato la pericolosità sociale dei membri del clan implicati in attività illecite quali gioco d'azzardo, traffico di droga, rapine, furti, truffe: ciò ha permesso di arrivare prima al sequestro nel dicembre 2017, poi alla confisca di beni di circa 2,4 milioni di euro.

Il 'tesoro' dei Casamonica

Il patrimonio dei Casamonica è stimato in centinaia di milioni di euro, ma valutarlo con esattezza non è facile dal momento che il clan si avvale di una rete di prestanome con cui viene protetto e 'schermato'. Di fatto, negli anni si sono succedute operazioni in cui Direzione distrettuale antimafia di Roma, polizia anticrimine e carabinieri hanno messo le mani su beni immobili e mobili, compresi cavalli, vasi antichi e auto di lusso, di esponenti del clan.

Di 'tesori' familiari, insomma, in questi anni ne sono stati sequestrati tanti. Stavolta c'è stata una confisca e riguarda otto immobili e un terreno a Roma, oltre ad otto rapporti finanziari. Tra i beni confiscati spicca una parte di una lussuosa villa in stile liberty all'Anagnina, zona sud di Roma, uno dei feudi del clan. All'immobile si accede attraverso un viale contornato da statue in marmo raffiguranti divinità mitologiche. Oltre alla struttura, arredata con lo stile sfarzoso che nei giorni del sequestro delle ville al Quadraro le televisioni hanno mostrato, è stata confiscata una scuderia attrezzata per cavalli da corsa.

Con un tweet, la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha ringraziato gli uomini della Guardia di Finanza di Roma e la Direzione distrettuale antimafia per la brillante operazione.

Casamonica, ascesa al potere criminale di una famiglia di giostrai

Con un mix di interessi legali e illegali, tra lusso ostentato e capacità di controllo del territorio, il clan sinti, giunto a Roma dall'Abruzzo e Molise negli anni '60 con roulotte, giostre e cavalli, si è imposto nella Capitale nella gestione di attività criminali. In particolare nella periferia sud est, in zone quali Romanina, Anagnina, Porta Furba, Tuscolano, Spinaceto ma anche ai Castelli Romani.

L'ascesa, avvenuta grazie a racket, usura e riciclaggio di denaro, è stata poi consolidata con traffico di droga e prostituzione, infine 'nobilitata' facendo affari nel settore immobiliaristico e in quello automobilistico. Un'inarrestabile escalation consolidata grazie a rapporti con le mafie e in passato con la banda della Magliana, rinforzata da legami di sangue con altre famiglie criminali non da meno quali i Di Silvio e gli Spada.