Marco Vannini aveva solo 20 anni quando, nel 2015, mentre si trovava a casa della sua fidanzata Martina, è stato colpito da un proiettile partito da un'arma da fuoco. Le dinamiche e le circostanze di questo evento non sono mai state chiarite del tutto. Antonio Ciontoli, padre di Martina e colui che, secondo le ricostruzioni, avrebbe accidentalmente sparato a Vannini, è stato ieri condannato dalla corte d'Assise di Appello di Roma, a 5 anni per omicidio colposo.

La pena è stata ridotta, rispetto alla prima sentenza e in pratica il reato è stato riqualificato da omicidio volontario a colposo. Per il resto della famiglia, eccetto la fidanzata di Federico Ciontoli, che è stata assolta, sono stati confermati tre anni con l'accusa di omicidio colposo.

Le reazioni in aula e del web: è caos

Dopo la lettura della sentenza, avvenuta nella giornata di ieri, arrivata solo dopo un'ora di camera di consiglio, subito in aula si è alzato l'urlo straziato della mamma, Marina Conte.

Ma non sono solo i genitori e la famiglia di Marco Vannini a essere 'indignati' per questa sentenza: in poche ore il web e i social sono insorti. È stata anche aperta una petizione che nel giro di pochissime ore contava già più di 15.000 firme. A difesa della famiglia Vannini e in contrasto con questa condanna, si sono schierate anche alcune autorità istituzionali. In primis il sindaco di Cerveteri, Alessio Pascucci, che ha commentato l'evento con parole decise, arrivando addirittura a dire che, nel giorno di questa triste sentenza, sente "Un senso di vergogna nell'indossare la fascia tricolore in rappresentanza di uno Stato che non tutela i cittadini e che lascia impuniti gli assassini di Marco".

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Cronaca Nera

La città sarà messa a lutto e il sindaco Pascucci ha invitato i sindaci di tutta Italia a fare lo stesso gesto, nel rispetto della vita di un giovane di 20 anni.

Il caso Vannini

Il caso di Marco Vannini è stato molto seguito perché dopo lo sparo, non venne chiamata subito l'ambulanza e con ogni probabilità, se soccorso per tempo, il 20enne poteva essere salvato. Antonio Ciontoli è un sottufficiale della Marina distaccato ai servizi segreti e, secondo alcune intercettazioni e testimonianze, si sarebbe preoccupato, più che della vita di Marco, delle possibili conseguenze di questo gesto nel suo lavoro.

Giunti finalmente al pronto soccorso, l'uomo si sarebbe deciso a dire la verità, ovvero che era partito un colpo accidentale dalla sua pistola, pregando però l'infermiere di non dire nulla. Marco Vannini, dopo che in ospedale vennero finalmente messi al corrente del vero motivo del suo ricovero, è stato caricato sull'elicottero che avrebbe dovuto portarlo a Roma, per essere curato in un ospedale più attrezzato.

Ma appena preso quota l'elicottero è ridisceso a terra. Marco era morto.

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