L'AgCom, l'ente garante delle comunicazioni sul territorio nazionale, ha emanato una delibera, con la quale annuncia una vera e propria "stretta" sulla diffusione, a mezzo stampa, ma anche tramite le televisioni, di contenuti inneggianti l'odio verso i migranti e non solo. Anche chi diffonde ad esempio messaggi contro le donne, verrà severamente punito. Si parla di sanzioni salatissime, che arrivano a 250 mila euro. Ciò, spiegano dall'Autorità, si è reso necessario perché, sopratutto sulla questione immigrazione, si sono diffuse autentiche fake news, che fanno credere che i migranti, in Italia, siano il 25% della popolazione totale.
Tale dato non rispecchia la realtà, in quanto, secondo le stime, gli immigrati nel nostro Paese sono circa il 7% del totale.
Tre anni di richiami inutili
Secondo quanto riportato da Repubblica, il Garante ha richiamato per tre anni, con le buone maniera, alcuni media sul territorio nazionale, ma non si sarebbero raggiunti i risultati sperati. Per questo si è studiato un nuovo regolamento, che limiterà i messaggi discriminatori contro i migranti, ma anche le donne che ad esempio sono vittime di violenza saranno tutelate. Spesso, in effetti, si sente dire che "tanto se la sono cercata". Su questi comportamenti il Garante invita i media a vigilare di più, lo stesso ente infatti monitorerà il tutto in maniera costante.
Quando si dovesse verificare un episodio simile, l'Autorità interverrà prima con un semplice richiamo, poi, qualora l'emittente o il media dovesse reiterare il reato, verrà multato con una sanzione a dir poco salata che, come detto, si aggira intorno ai 250 mila euro. Stessa sorte avranno anche le piattaforme di condivisione video, quali ad esempio la stessa YouTube, e anche per le radio.
Trasmissioni monitorate
Il Garante si prepone quindi di controllare in maniera costante ogni trasmissione che passa sui media. Innanzitutto si osserverà lo stile di conduzione del presentatore, per poi passare anche all'analisi stessa dei titoli che si danno ai vari argomenti trattati, ed eventuali reazioni scomposte del pubblico o degli ospiti della trasmissione.
L'ultimo, ma non meno importante punto sottolineato dal Garante, sarà la presenza negli studi ove si svolgono i programmi, di rappresentanti di migranti, o donne. Questa si rende necessaria perché ci deve essere la garanzia del pluralismo. Il nuovo regolamento è pubblico, e chiunque può consultarlo sulle pagine dedicate. Le nuove regole entreranno in vigore al massimo entro il mese di giugno 2019.