La tregua è ormai appesa a un filo. Dopo le dichiarazioni di Netanyahu, che aveva affermato di essere pronto a nuove azioni militari e di entrare anche in forze nei territori nemici, altri razzi palestinesi sono partiti in direzione della città di Ashkelon, per fortuna senza vittime. Poi, mercoledì, l'esercito israeliano ha attaccato alcune postazioni di Hamas. La situazione sembra dunque ben lontana da una risoluzione.

Continuano gli scontri tra Israele e Gaza

Dopo le parole molto dure di Benjamin Netanyahu, che si era dichiarato pronto a nuove azioni militari, nella nottata di martedì un nuovo razzo palestinese è stato lanciato in direzione della città di Ashkelon.

Per fortuna è stato poi abbattuto dal sistema di difesa missilistica israeliano, non provocando vittime.

Subito dopo questi eventi, le fazioni palestinesi, tra cui Hamas e Jihad islamico, hanno dichiarato che quel missile era stato lanciato da un singolo individuo, e che le autorità erano invece impegnate per raggiungere la "calma con Israele". Nonostante questo, alle prime ore del mattino di mercoledì Israele ha continuato a portare avanti alcuni raid aerei sulle postazioni di Hamas.

La crisi aveva avuto inizio lunedì, quando un missile palestinese di gittata insolita è arrivato sino a soli quindici chilometri da Tel Aviv, ferendo una famiglia. Netanyahu, che era impegnato a Washington per la firma di Trump che ha riconosciuto la sovranità d'Israele sul Golan, è subito rientrato per avviare uno dei raid più aspri di questi ultimi anni.

Sono stati bombardati il centro navale di Hamas, il comando dell'Intelligence e l'ufficio del leader Ismail Haniyeh.

Ucciso un palestinese in un campo rifugiati

Intanto si avvicinano le elezioni israeliane del 9 aprile, ma soprattutto il primo anniversario della Marcia del grande ritorno. Quest'ultima ricorrenza si terrà sabato, e sono già previste grandi manifestazioni.

Si temono, ancora una volta, conseguenze violente.

A queste tensioni, si aggiunge anche la notizia di una nuova vittima. Un palestinese, secondo alcune fonti, sarebbe stato ucciso da soldati israeliani a seguito di scontri tenutisi in un campo rifugiati a Dheisheh, in Cisgiordania.

A diffondere questa notizia è stato direttamente il Ministero della Salute di Palestina, ripreso poi da alcuni media del luogo. Secondo l'agenzia di stampa Wafa a morire sarebbe stato un ragazzo di 17 anni: Sajid Muzher. L'esercito israeliano, però, sino ad adesso non ha commentato l'evento.