Ufficialmente la stagione primaverile dovrebbe cominciare il prossimo 21 marzo, ma in questi giorni, dopo diverse settimane di vero e proprio gelo siberiano, si stanno registrando delle piacevoli temperature in varie regioni italiane. Però, come per ogni cosa, c'è anche il rovescio della medaglia. Nel caso specifico si tratta dell'arrivo di numerose zanzare che, con mesi di anticipo, stanno invadendo il nostro Paese e, specialmente, le nostre case.

Il parere della professoressa Della Torre

Il quotidiano romano Il Messaggero ha riportato, a questo riguardo, il parere della professoressa Alessandra Della Torre, docente di parassitologia presso l'Università La Sapienza di Roma. Della Torre spiega che se questa ondata di caldo anomalo dovesse continuare a imperversare sul nostro settore geografico, fra circa 3-4 settimane potremmo assistere ad una vera e propria invasione anticipata di zanzare.

In pratica, già dai primi giorni del mese di aprile potremmo dover iniziare a far scorta di zampironi e pomate e unguenti vari per combattere questi fastidiosissimi insetti.

Le conseguenze di questa 'invasione' anticipata

Come evidenzia sempre il quotidiano romano, le conseguenze di questa ondata di zanzare in arrivo potrebbero andare ben al di là del semplice fastidio per il ronzio o per la puntura.

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Salute

Infatti, potrebbero esserci dei problemi sulle attività di disinfestazione, già preventivate e programmate dai singoli Comuni, che potrebbero andare in tilt. Come spiega sempre la professoressa Della Torre, a preoccupare è soprattutto un tipo comune di zanzara, la "Culex pipiens". Questa specie raggiunge il suo massimo grado di sviluppo e diffusione durante i mesi tardo - primaverili ed estivi, precisamente da maggio a luglio.

Della Torre spiega poi che la preoccupazione della maggior parte degli esperti è dovuta al fatto che queste zanzare possono trasmettere il virus del Nilo Occidentale. Quest'ultimo tuttavia non creerebbe, in condizioni normali, grossi problemi a dei soggetti sani. Potrebbe però avere conseguenze più gravi in persone anziane o debilitate. Lo scorso anno, riferisce la professoressa, si sono verificati centinaia di casi di questo virus, localizzati soprattutto nel Nord Italia.

Insieme alla zanzara comune potrebbe esserci anche un aumento della zanzara tigre, la quale, spiega Della Torre "è un insetto esotico che può trasmettere virus come il Chikungunya". Temendo che questo possa tornare, la professoressa ricorda che "nel 2017 si è verificata un'epidemia nel Lazio con oltre 400 casi".

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