Quella intrapresa dal comune di Pieve Di Cento, in provincia di Bologna, è un'iniziativa che sta facendo veramente discutere, e ha aperto un ampio dibattito anche in televisione, precisamente nella trasmissione Mediaset "Dritto e Rovescio", condotta da Paolo Del Debbio. In questo paesino emiliano di circa 7 mila abitanti il comune, nell'ambito di alcuni di ristrutturazione, avrebbe pensato di coprire i simboli cristiani di una cappella per trasformarla in luogo di preghiera per le persone appartenenti anche ad altre religioni. Ma gli abitanti insorgono.

La popolazione: 'Non si devono toccare le tombe dei defunti'

Il popolo di Pieve Di Cento, quindi, non è assolutamente d'accordo con l'eliminazione dei simboli cristiani dal cimitero in questione, e nella stessa trasmissione televisiva, uno di loro ha dichiarato: "Le tombe dei miei defunti non si toccano". I locali considerano il cimitero un luogo di riferimento della cultura cattolica. Tale polemica ricorda molto da vicino quella scaturita diverso tempo fa a proposito dei crocifissi nelle scuole.

Anche in quell'occasione ci fu chi voleva che venissero tolti per non offendere gli appartenenti ad altre religioni, mentre una larga fetta dell'opinione pubblica si scagliò contro la decisione di alcuni direttori scolastici, definendo quest'idea piuttosto insensata. Questo sempre per ribadire le origini cattoliche dell'Italia. Lo stesso primo cittadino di Pieve Di Cento, Sergio Maccagnani, è intervenuto sulla questione, ribadendo che, in periodo di elezioni, c'è chi cerca di strumentalizzare questioni come queste, le quali si possono risolvere facilmente con una discussione civile.

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Maccagnani è intervenuto sulla questione, e in suo lungo post su Facebook di qualche giorno fa, prima che andasse in onda la trasmissione, ha ribadito che quanto si sta dicendo in paese circa la volontà del comune di coprire i simboli cristiani è una mera bufala, una strumentalizzazione insomma, come detto sopra. Il sindaco ha ribadito che "nessuna tenda è stata installata nella cappella del cimitero" - smentendo quanto riportato da una nota testata giornalistica nazionale e che "il cimitero è di proprietà comunale e la cappella ivi inserita non è consacrata tanto che in quella cappella non c’è il tabernacolo.

Come Comune dopo il sisma del 2012 abbiamo concesso l’uso frequente della cappella alla Parrocchia perché le Chiese erano tutte inagibili. Sia prima del 2012 che oggi, con la riapertura della Collegiata, le principali funzioni funerarie cattoliche si tengono presso la Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore". Per quanto riguarda il discorso sulle altre religioni, sempre lo stesso primo cittadini precisa che "a Pieve diversi sono i buddisti e i laici che oggi non hanno uno spazio per dare un ultimo saluto ai propri cari".

Sergio Maccagnani si augura, quindi, che la polemica finisca presto, e che tutto questo non provochi conflitto all'interno della piccola comunità emiliana.

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