Non c'è fine all'orrore nella vicenda del piccolo Gabriel, il bimbo di Piedimonte San Germano (comune in provincia di Frosinone, non lontano da Cassino). Il piccolo di appena 2 anni e mezzo è stato strangolato mercoledì pomeriggio dalla madre Donatella Di Bona (29 anni) solo perché piangeva e faceva i capricci. Stanotte, dopo un lungo interrogatorio, anche il papà del bambino Nicola Feroleto (cinquantenne residente a Villa Santa Lucia, sempre in provincia di Frosinone), è stato arrestato per concorso in omicidio.

La tragedia e l'interrogatorio della madre

Mercoledì, poco dopo le 16, nelle campagne di Piedimonte San Germano è stato rinvenuto il corpo senza vita di un bimbo di due anni e mezzo, Antonio Gabriel Feroleto.

Secondo la prima versione della giovane mamma, che ha allertato i soccorsi, una macchina lo ha travolto, senza fermarsi per prestare soccorso.

Le parole di Donatella Di Bona, una donna fragile e da tempo depressa, però, non hanno mai convinto gli inquirenti e la donna, dopo essere stata interrogata a lungo, ha ammesso davanti agli inquirenti di aver ucciso il figlioletto durante una passeggiata in campagna.

Il bimbo - ha spiegato - piangeva perché voleva ritornare dalla nonna e lei, incapace di gestirlo, ha perso la testa e lo ha strangolato e soffocato. Poi, per allontanare da sé ogni responsabilità, ha incolpato un'auto pirata.

Durante l'interrogatorio davanti al Gip, la donna in un primo momento ha "tirato in ballo" anche il suo compagno, il padre di Gabriel. Poi ha cambiato versione e si è addossata tutte le colpe.

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Cronaca Nera

Le parole della giovane madre, avvalorate da una serie di incongruenze riscontrate nel racconto dell'uomo, però, hanno insospettito non poco gli investigatori che hanno deciso di portare in caserma anche Nicola Feroleto.

L'arresto del padre

Ai giornalisti, Nicola Feroleto, ha raccontato che il giorno della tragedia aveva visto Donatella e Gabriel al mattino, poi, era ritornato da loro nel pomeriggio, quando il dramma ormai si era già consumato.

"Se fossi stato li - aveva sostenuto - Non sarebbe mai successa una cosa del genere".

Gli investigatori, però, ora sono convinti che la verità sia un'altra e che sia ancora più agghiacciante: la donna, sul luogo delitto, non era sola. Con lei, mentre il piccolo moriva dopo aver cercato di resistere con tutte le sue forze (come dimostrano i numerosi graffi sul corpo della donna) c'era un'altra persona che non ha fatto nulla per impedire la tragedia e che, forse l'ha anche aiutata.

Quella persona, per gli investigatori, è il padre del bambino.

L'uomo è stato sentito nelle scorse ore e, come affermato in una nota diramata dagli inquirenti, dopo un'incessante attività investigativa, ora si trova in stato di fermo (come disposto dal pm) per l'omicidio del figlio di 2 anni, Gabriel, perpetrato in concorso con la compagna e madre del piccolo, Donatella Di Bona.

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