Sarebbero circa 130mila le persone che, dopo aver richiesto il reddito di cittadinanza, sarebbero pronti a rinunciarvi. Una sorta di rovescio della medaglia che emerge dalle notizie che ogni giorno finiscono su organi di stampa e che deriverebbero da segnalazioni da parte dei patronati che hanno assistito i richiedenti nella presentazione della domanda. Il Resto del Carlino, in proposito, ha pubblicato un'intervista ad una pensionata di origine rumena residente a Rimini da molti anni.

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Anita Rodica Potcovaru, questo il nome della donna che ha richiesto e ricevuto il reddito di cittadinanza e che si è detta pronta a rinunciarvi per via della cifra troppo bassa ottenuta, insufficiente per una vita dignitosa. Le parole della donna affrontano diverse problematiche della misura introdotta dal governo per contrastare la povertà, criticità che sarebbero comuni a molte persone.

'Mi aspettavo 700 euro'

"Rinuncio, è troppo basso: meglio lasciar perdere e tornare a lavorare".

Queste le testuali parole della donna riportate dal noto quotidiano bolognese. Anita ha presentato domanda per reddito di cittadinanza lo scorso marzo, ottenendo ad aprile la card con il primo accredito. Importo ottenuto 333 euro. "Dopo aver letto e sentito parlare della misura mi aspettavo 700 euro", così la signora ha evidenziato carenze e problematiche di informazione. Il reddito di cittadinanza è un misura nata per integrare il reddito di una persona o di una famiglia.

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I famosi 780 euro al mese sono la soglia reddituale che un richiedente raggiunge cumulando il proprio reddito con il sussidio erogato tramite le card gialle. Evidentemente molti avevano capito che si trattava dell'importo neutro del sussidio. Anche Anita probabilmente rientra in questa fattispecie di richiedente.

'Tra affitto ed utenze è impossibile tirare avanti'

La donna in effetti ha da poco ottenuto la pensione con un importo di 377 euro al mese. In effetti i 333 euro ricevuti sulla card gialla che la signora mostra durante l'intervista sono la prevista integrazione reddituale della misura.

In tutto, tra sussidio e pensione, 700 euro che per la diretta interessata sono insufficienti. Anita ogni mese fa i conti con 450 euro di affitto e con le altre inevitabili spese per utenze e necessità quotidiane. Evidente che 700 euro non le bastano tant'è vero che, "cerco lavoro per l'estate e poco importa se devo rinunciare al reddito di cittadinanza", spiega al cronista. Da vent'anni in Italia, sempre al lavoro in strutture alberghiere, tra stagione estiva e invernale, con una delle tre figlie di 30 anni disoccupata ed a suo carico, vedova: credeva di potersi permettere di non lavorare più grazie al sussidio, ma evidentemente è una misura che serve a poco, nel suo caso come per molti altri che pensano alla rinuncia.

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