Alessandro Proto è un noto impostore, già discretamente noto alle cronache e all'opinione pubblica nazionale ed internazionale per aver millantato diverse volte sue improbabili scalate a squadre di calcio e ad importanti gruppi editoriali. Proto si fingeva di volta in volta finanziere, imprenditore e immobiliarista e aveva cercato anche di candidarsi alle politiche ma la sua proposta fu comunque respinta.

Inoltre, lo stesso conosciuto truffatore aveva anche scritto un libro in cui spiegava la sua gavetta e la sua 'carriera da impostore'. Recentemente, riporta il Mattino, lo stesso famoso truffatore è stato arrestato a Como.

La truffa nei confronti di una signora gravemente malata

Proto è stato arrestato per truffa e autoriciclaggio e ha avuto tra le sue ultime vittime anche una signora malata di cancro.

Andando maggiormente nei dettagli e stando al già citato articolo pubblicato sul sito web del Mattino, il famigerato impostore aveva agganciato su Internet la stessa malcapitata donna e gli aveva raccontato che gli servivano soldi da utilizzare per pagare le cure al figlio ricoverato in una clinica psichiatrica e per il funerale di una figlia morta di tumore. Tuttavia, tali figli erano del tutto inesistenti e grazie alla truffa perpretata ai danni della signora, Proto ha ottenuto ben più di 130mila euro, soldi che in seguito sono stati investiti dall'impostore nei giochi online.

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Le promesse di cura alla donna e i ricatti psicologici per estorcere soldi

Oltre a tutto ciò, Proto aveva cercato di illudere la malcapitata donna sulle cure relative alla sua grave malattia. Per essere più specifici, l'esperto truffatore aveva dichiarato alla signora che conosceva importanti medici svizzeri che l'avrebbero potuta curare con trattamenti molto moderni e decisamente innovativi, nonché non ancora presenti ufficialmente in Italia.

Inoltre, lo stesso Alessandro Proto aveva proseguito nelle sue richieste alla donna sostenendo che se non avesse pagato poteva essere coinvolta nelle sue vicende di stampo giudiziario.

In seguito, Proto ha continuato a ricattare e minacciare psicologicamente la donna malata e aveva fatto credere che la stessa signora e i suoi amici che l'avevano aiutata ad effettuare delle ricariche sulla Postepay fossero addirittura indagati dalla Magistratura in qualità di 'complici' del famoso impostore.

Tali non tanto velati ricatti psicologici avevano causato un profondo stato di angoscia e di forte paura nella stessa vittima, soprattutto per via del fatto che temeva un suo coinvolgimento nelle indagini che gli inquirenti stavano svolgendo su Proto.

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