In seguito al massacro di migranti avvenuto tre giorni fa nel centro di Tajoura, a causa di un raid compiuto da un F16 di fabbricazione americana delle forze del generale Khalifa Haftar, il governo libico sta considerando il rilascio di tutti i migranti dai centri di detenzione. Il centro di Tajoura ospitava al momento circa 610 migranti ed il bombardamento avrebbe causato la morte a 100 persone, ferendo altri 80 migranti ritenuti illegali.

La notizia è arrivata proprio mentre il Ministro dell'Interno Matteo Salvini era impegnato nel consiglio bilaterale con il vice Primo Ministro libico Ahmed Maitig. In realtà, secondo fonti locali, la Libia stava già discutendo sottovoce da diverso tempo di chiudere i campi di detenzione, ma sarebbe stato proprio il raid di martedì sera a riportare in luce la questione.

Secondo l'alto commissariato Onu sono circa 6000 i migranti considerati illegali, e quindi, rinchiusi nei 26 centri sparsi per la Libia.

Il governo di Tripoli chiede all'Onu ed alle grandi potenze di assumersi le loro responsabilità per gli attacchi e, magari, di fornire soldi per mettere i migranti in posti più sicuri, paragonando questi raid militari a crimini di guerra e ad attacchi terroristici. Ma gli Stati Uniti hanno bloccato una dichiarazione del consiglio di sicurezza di condanna del bombardamento per evitare tensioni con Egitto ed Arabia Saudita, grandi sostenitori del più potente signore della guerra libico: il generale Haftar.

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Politica Matteo Salvini

Conte, Putin e Salvini

La Libia è stata tra i principali temi discussi dal premier Conte con Punti ieri a Roma. Durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi, il nostro Premier ha espresso grande preoccupazione, invitando il Presidente Fayez-Al-Serraj ad assumersi le proprie responsabilità e a fare di tutto perché crisi umanitarie e situazioni già molto difficili non esplodano in tutta la loro ampiezza.

Putin ha detto, dal canto suo, di essere molto preoccupato per l'arrivo in Libia di miliziani provenienti dalla Siria ed ha avvertito che la situazione libica si sta deteriorando, promettendo aiuti. Intanto, il governo di Tripoli non cessa di accusare gli emirati per l'attacco al centro migranti: una strage che indica il superamento di una linea rossa nella guerra libica.

L'apparente paralisi dell'Onu, invece, dimostra che la Libia deve trovare da sola una imminente soluzione mentre, sostenere il generale Haftar si fa, di ora in ora, sempre più difficile per Francia e Russia.

Salvini, da parte sua, ha espresso preoccupazioni in merito alla chiusura dei centri di detenzione libici perché il rilascio dei 6000 migranti provocherebbe l'ennesima ondata di sbarchi illegali in Italia.

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