Come se non bastasse il dolore per una morte imprevista e assurda che ha distrutto tre famiglie, via social arrivano insulti da parte di 'haters', odiatori che si accaniscono contro la vittima o le vittime designate senza rispetto, specie in casi estremi. Gli attacchi, in questa circostanza, sono rivolti in particolare contro Sara, 19 anni. Lei è l'ex di Alberto Pastore, 23 anni, che la notte tra il 25 e il 26 agosto a Borgo Ticino, in provincia di Novara, accecato da una gelosia folle, ha ucciso a coltellate il suo miglior amico, il coetaneo Yoan Leonardi, certo che avesse una relazione con la ragazza che l'aveva da poco lasciato.

Gli insulti social, purtroppo sempre più spesso accompagnano vicende di cronaca di ogni genere. D'altra parte, questa è una storia anomala e inquietante anche perché pubblica fin dall'inizio: subito dopo l'omicidio, Pastore ha scelto la ribalta fornita dai social network per autorappresentarsi. Ha pubblicato un post su Facebook e un video su Instagram, per confessare il delitto e manifestare finti rimorsi.

'Su Facebook ora danno la colpa a me, ho paura'

Sara, l'ex dell'omicida, una ragazza di 19 anni che abita in un paese nella zona di Borgomanero, nel novarese, ora, oltre ad essere sconvolta per l'accaduto, ha paura. Hateres attivi su Facebook, si stanno accanendo contro di lei, additandola come responsabile dell'omicidio. "In molti dicono che è stata colpa mia, ma io non ho fatto nulla. Questa storia mi fa paura: voglio solo dimenticare", ha detto la ragazza in una lunga intervista concessa al Corriere della Sera, tentando di ristabilire almeno una parte di verità.

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Cronaca Nera

Sara aveva lasciato Alberto lo scorso luglio dopo due anni di fidanzamento, perché sentiva che qualcosa si era rotto tra loro. Lei non lo temeva, non gli sembrava pericoloso, finché lui è cominciato a diventare possessivo ed ossessivo, non la lasciava in pace, la tempestava di messaggi per convincerla a tornare insieme. Qualcuno le aveva anche consigliato di rivolgersi ai carabinieri, e sua madre ha cercato di parlare al ragazzo e farlo ragionare.

Lei era preoccupata perché lui era cambiato: il suo ex si era convinto che tra lei e Yoan ci fosse del tenero. Sara nega: Yoan era fidanzato con un'altra ragazza, tra loro si era stretta una sincera amicizia, e il ragazzo voleva solo aiutare l'amico. Invece lui l'ha ucciso. Alberto vedeva complotti contro di lui ovunque, si era convinto che Yoan avesse persuaso la fidanzata a lasciarlo, per poi sostituirsi a lui.

E pensare che si conoscevano dai tempi delle elementari, erano cresciuti insieme e l'altra sera, prima di ucciderlo, erano stato a giocare a calcetto. Ma dopo la partita, Alberto l'ha invitato a prendere un gelato. Hanno girovagato nella strada che collega Comignago a Borgo Ticino, finché fermata l'auto su un piazzale davanti a una discoteca, l'ha ucciso con un coltello della sua collezione che si era portato da casa. Davanti al pm Giovanni Castellani, Pastore si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Appello social agli haters

"Io lo ribadisco: i social, i telegiornali e tutte le notizie inerenti a questa tragedia, sono sbagliati in molte cose che ora non starò a raccontarvi nello specifico". La ragazza, di 19 anni, è stata più volte nominata da Pastore nelle sue pubbliche confessioni via social che da ieri sono state rimosse, ma la pagina dell'omicida è ancora aperta e presa d'assalto da utenti che non risparmiano insulti. Allo stesso modo, le pagine social di Sara sono bersaglio dell'odio di chi si nasconde dietro le tastiere. Per questo, a sua volta la ragazza ha usato il mezzo social per chiedere d'essere dimenticata ora che la sua vita è diventata un incubo. Ha scritto un lungo post invocando d'essere lasciata in pace. Chiede anche agli utenti di smetterla di inviarle richieste di amicizia, come di accanirsi contro di lei con messaggi accusatori specie su Facebook e Instagram.

Precisa che la verità su ciò che è accaduto, la conoscono solo i diretti interessati e le forze dell'ordine a cui si sono rivolti. "Se avete almeno un minimo di rispetto verso anche solo uno di noi, vi prego: lasciateci in pace". Ci sono tre famiglie distrutte, quella di Yoan, ma anche quella di Sara e di Alberto. Venerdì sarà eseguita l'autopsia sul corpo del ragazzo. La procura, intanto, sta valutando se contestare a Pastore la premeditazione: era uscito armato di coltello, ha voluto restare solo con Yoan dopo la partita di calcetto rifiutando la compagnia di altri amici, ha scelto il posto dove fermarsi con l'auto.

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