"L'appartamento di uno schizofrenico". Così gli uomini del Ris hanno descritto l'abitazione di Massimo Sebastiani, l'operaio tornitore di 46 anni residente a Campogrande di Carpaneto (Piacenza) scomparso domenica 25 agosto con Elisa Pomarelli, impiegata 28enne di Borgotrebbia. L'uomo, ritenuto potenzialmente pericoloso, è indagato per omicidio ed occultamento di cadavere. E, per questo motivo, nei giorni scorsi sono state sospese le ricerche condotte dalle squadre civili.

La casa di un pazzo

Ieri gli uomini del Ris di Parma sono ritornati nell'abitazione di Massimo Sebastiani per cercare eventuali tracce di sangue presenti ed effettuare, all'interno del vicino podere, degli accertamenti irripetibili volti a chiarire l'origine di alcuni segni di bruciature e combustioni rilevati nei giorni scorsi. Gli investigatori sono rimasti sbigottiti da quello che hanno visto: dovunque, infatti, c'erano cumuli di rifiuti ed oggetti abbandonati; le stanze, inoltre, erano talmente piene da far fatica a spostarsi.

Al sopralluogo, in qualità di consulente di Mauro Pontini (avvocato dell'operaio) ha preso parte anche la psicologa forense Roberta Bruzzone. La dottoressa, visibilmente impressionata, ha affermato che la casa di Sebastiani è in condizioni indicibili e, per questo, non crede che Elisa sia mai entrata spontaneamente nell'appartamento. "Fa specie pensare che un essere umano potesse vivere così" ha aggiunto spiegando che se l'abitazione può essere uno specchio della mente non ci si può non preoccupare.

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Cronaca Nera

"Un soggetto del genere - ha dichiarato - è in grado di fare qualsiasi cosa". Poi, ha precisato: "Una cosa del genere è tipica dei soggetti psichiatrici schizofrenici gravi, incapaci di di badare a se stessi".

Un uomo in fuga

La Procura di Piacenza, dopo otto giorni di ricerche senza esito, ipotizza che Elisa Pomarelli non sia semplicemente scomparsa, ma che sia stata uccisa da Sebastiani. L'uomo, che con ogni probabilità si è dato alla fuga tra i boschi, era innamorata della 28enne (al punto da parlarne come se fosse la sua fidanzata), ma non era ricambiato.

La dottoressa Bruzzone, dopo esser entrata nell'appartamento del 46enne, ha provato a fornire anche una lettura psicologica spiegando che un quadro del genere (incompatibile con una qualità di vita minima) potrebbe essere riconducibile a quello degli accumulatori seriali. Ha aggiunto che Massimo Sebastiani avrebbe messo in atto una "fuga dissociativa" (ossia si vergogna di ciò che ha fatto e sta cercando di sottrarsi, come può, alle conseguenze).

"Non ravvedo - ha concluso - una sfida tipo 'non mi prenderete mai'".

La latitanza del 46enne è stata al centro del vertice che si è svolto ieri in Prefettura a Piacenza alla presenza dei carabinieri e della task force di soccorritori coinvolti. Il prefetto Maurizio Falco, dopo aver fatto il punto della situazione, ha descritto Sebastiani come una persona forte, capace di vivere nei boschi ed in grado di procurarsi il cibo da solo.

Poi, ha tranquillizzato la popolazione spiegando che è sbagliato descriverlo come un "Rambo". Il Comandante dei carabinieri Michele Piras, invece, ha precisato che le ricerche proseguiranno domani e si concentreranno nella zona di Sariano di Gropparello,

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