Un atto di delicatezza verso i familiari le è costato la vita. E' stata una morte assurda quella di Erika Russo Testagrossa, una ragazza di soli 18 anni che nella notte fra sabato e domenica è rimasta impigliata al cancello di casa, una villetta a Loranzé, comune poco distante da Ivrea (Torino).

Aveva trascorso un'allegra serata con gli amici. Al rientro da una festa in discoteca, si è accorta di aver dimenticato le chiavi di casa: per non svegliare padre, madre e sorella, ha quindi pensato di scavalcare la recinzione d'ingresso, ma è accaduto l'impensabile. A trovarla senza vita, ieri mattina, è stata sua sorella.

Tragico incidente, la ricostruzione dell'accaduto

Erika si accingeva a rincasare nel cuore della notte, dopo aver partecipato alla festa dei nati nel 2001 alla discoteca Shake di Ivrea, evento molto partecipato tra i ragazzi di quella provincia. Quando si è accorta di aver dimenticato le chiavi di casa, l'amica Gaia e un altro amico che l'avevano accompagnata in auto fino all'ingresso dell'abitazione, erano già ripartiti.

Per non disturbare i suoi, ha pensato di scavalcare il cancello della villetta dove viveva con i genitori e la sorella in via Canton Prelle a Loranzé, piccolo centro di mille abitanti poco distante da Ivrea. Poi, una volta scavalcato, avrebbe recuperato un secondo mazzo di chiavi, sapendo che era nascosto vicino all’ingresso del villino. Una procedura che aveva già eseguito in altre occasione per entrare in casa restando incolume.

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Cronaca Nera

Ma sabato notte, forse per il buio, o perché il cancello era reso scivoloso dall'umidità, il collo del suo maglioncino è rimasto impigliato nelle inferriate appuntite della recinzione metallica, che si è tramutata in un cappio, uccidendola. Gli amici che l'avevano accompagnata al cancello di casa non potevano sospettare nulla. A fare la terribile scoperta, domenica mattina verso le 9, è stata la sorella maggiore Anna con cui condivideva la stanza e che Erika non voleva costringere ad un'alzataccia per via della sua dimenticanza.

La sorella, più grande di lei di due anni, al risveglio, non trovando Erika in camera e scoprendo il letto intatto, si è preoccupata. Purtroppo, affacciandosi dalla finestra del villino che dà sul cortile, si è resa conto di quanto era successo.

E' ipotizzabile che nei tremendi momenti che hanno sancito la sua fine, la ragazza abbia provato a liberarsi, abbia gridato e chiesto aiuto, senza purtroppo essere udita da nessuno.

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Al loro arrivo sul posto, i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della ragazza. I carabinieri hanno svolto i rilievi con il medico legale per non escludere nessuna ipotesi, salvo poi confermare la ricostruzione della dinamica dell'incidente nella sua assurdità, sulla quale ora non ci sono più dubbi. Il corpo di Erika è stato trasferito all'istituto di Medicina legale di Strambino, a disposizione dell'autorità giudiziaria per l'autopsia che permetterà di stabilire l'ora del decesso. A breve sarà dato il nulla osta affinché venga restituito alla famiglia per i funerali.

Una comunità in lutto

Erika aveva compiuto 18 anni lo scorso 30 aprile ed era iscritta all'ultimo anno dell'istituto alberghiero 'Gae Aulenti' di Cavaglià, avendo seguito le orme della sorella. Aveva tanti sogni e progetti: diplomarsi e prendere la patente, viaggiare, conoscere il mondo e magari fermarsi a vivere in Spagna. La sua idea era di lavorare nei ristoranti dedicandosi al servizio di sala, essendosi già messa alla prova come cameriera in alcuni ristoranti in Trentino.

Gli insegnanti la ricordano come una ragazza seria e responsabile, e i suoi compagni di classe la apprezzavano per essere sempre allegra e disponibile. Amava il look sportivo e informale, anche in occasione di uscite serali preferiva felpa e scarpe da ginnastica a vestiti eleganti. Non portava mai accessori quali borsette: questo forse potrebbe essere stato un motivo che ha determinato la tragica dimenticanza delle chiavi. Ora la piccola comunità di Loranzé è sconvolta e la piange incredula. Il papà Mauro e la mamma Tiziana sono pietrificati dal dolore.

La sorella Anna è sotto choc. Nessuno può accettare una morte tanto prematura e insensata. "Buon viaggio cara nostra Erika. Il tuo ricordo vivrà per sempre nei nostri cuori“, è il saluto che gli amici di scuola le hanno reso sui social.

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