L'azienda Setthim, che commercializzava due tipi di acqua minerale definendola "terapeutica", ha ricevuto l'ordine di sequestro immediato di tutta la produzione in Italia da parte del Gip di Milano Anna Calabi, su richiesta del Pubblico Ministero Mauro Clerici. Le due acque minerali, Acquaendo e Acquauro, venivano pubblicizzate come terapeutiche con indicazioni diverse, una indirizzata a problemi urologici e l'altra a problemi di peso eccessivo.
Nel registro degli indagati è stato iscritto il legale rappresentante della Setthim, Giuseppe Anguilla, residente in Svizzera ma originario di Lecce.
Il Giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro di tutte le bottiglie in commercio, di tutto il materiale pubblicitario, compresi i volantini, e dei siti web che ne ospitavano la pubblicità su Internet. Ciononostante sono ancora visibili due siti dove si possono leggere le loro 'presunte' caratteristiche. Su "Acquauro" è dichiarato che si tratta di acqua minimamente mineralizzata e a basso contenuto di sodio, motivo per il quale può essere un valido coadiuvante in caso di calcoli e coliche renali, cistite, renella, infezioni e calcolosi. In fondo alla pagina c'è un'analisi chimica e fisico-chimica. In merito ad "Acquaendo" si dichiara invece utile in caso di obesità, sovrappeso, ritenzione idrica, ipertensione, sindrome metabolica e cellulite.
Scorrendo il contenuto in basso, si nota la stessa tabella di analisi chimiche dell'altro sito, identica in tutti i suoi valori. I due siti vendono acqua cosiddetta "terapeutica", con gli stessi presunti valori, ma per due scopi differenti.
Le indagini svolte dalle forze dell'ordine hanno appurato che entrambi i marchi venivano prodotti con acqua di esubero delle Fonti di Vinadio, all'oscuro dello stabilimento piemontese che imbottiglia l'omonima acqua. Di fatti l'azienda che commercializza l'acqua delle Fonti di Vinadio non è coinvolta nell'indagine.
L'alto costo ha fatto scattare la denuncia
E' stata l'eccessiva avidità che ha fatto scatenare tutte le indagini. Un anziano di 82 anni, che aveva ricevuto dal proprio medico l'indicazione ad utilizzare acqua terapeutica per i propri problemi urologici, aveva denunciato l'azienda Setthim perché riteneva il costo per bottiglia troppo alto.
Le bottiglie costavano infatti circa due euro ciascuna, ed erano acquistabili solo tramite internet e solo in confezioni da 24 unità al prezzo di 42 euro.
La Società Italiana di Endocrinologia e la Società Italiana di Urologia, nei siti e nella pubblicità, sono coinvolti con la dicitura "consigliato da...", sembrerebbe grazie ad un contratto di sponsorizzazione. I contatti e l'indirizzo presenti sui siti si riferiscono alla Setthim, in Svizzera. Dalle analisi eseguite in fase di indagine preliminare è emerso che tutti i campioni contengono unicamente semplice acqua naturale, non corrispondente dunque alle dichiarazioni in pubblicità.