All'alba di oggi, venerdì 6 dicembre 2019, il comando provinciale di Napoli della Guardia di Finanza, in seguito a complesse indagini coordinate dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Nola, ha dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip) nei confronti di quattro indagati, ritenuti a vario titolo responsabili dei reati penali di associazione a delinquere e corruzione.

Gli arrestati

Si tratta del sindaco di Sant'Anastasia (città metropolitana di Napoli), Raffaele Abete, del segretario comunale dello stesso comune Egizio Lombardi, del consigliere comunale Pasquale Iorio e di un imprenditore, ritenuti partecipi con ruoli diversi di un sodalizio criminale finalizzato alla commissione di più delitti ai danni della pubblica amministrazione.

La sofisticata attività d'indagine, condotta dalla guardia di finanza della caserma di Nola, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica nolana, ha permesso di far emergere ipotesi di corruzione in relazione ad alcuni concorsi pubblici indetti dal comune di Sant'Anastasia per la copertura di posti pubblici.

Le indagini

Le attività investigative hanno permesso di appurare come i risultati dei punteggi concorsuali venissero alterati attraverso l'intervento informatico, condizionando i punteggi dei titoli esibiti oppure comunicando anticipatamente e in maniera precisa e dettagliata il materiale delle prove d'esame scritte.

In cambio di questo favoreggiamento, i candidati ai concorsi erano tenuti a versare ai pubblici funzionari un corrispettivo in denaro in tre soluzioni, una prima di ogni singola prova da sostenere (prova pre-selettiva, prova scritta e prova orale). Le cifre si aggiravano dai 30 ai 50 mila euro, in base al tipo di impiego (ruolo amministrativo o direttivo, tempo determinato o indeterminato, tempo pieno o part-time).

Il ruoli del sodalizio criminale

Le indagini sono iniziate lo scorso mese di febbraio 2019. All'interno dell'associazione criminale, ognuno dei singoli indagati arrestati aveva un compito ben preciso: il sindaco Abete si occupava di trovare i candidati che dovevano risultare vincitori dei concorsi, il titolare dell'agenzia che organizzava, con la complicità e l'aiuto del segretario comunale, si occupava di alterare l'esito delle prove e il consigliere comunale era incaricato di ricevere il denaro pattuito tra funzionari e candidati agli esami concorsuali.

Attualmente le indagini sono ancora in corso: perquisizioni e sequestri di documenti si stanno svolgendo anche presso altri enti locali all'ombra del Vesuvio.

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