L'incidente in elicottero di domenica 26 gennaio in cui ha perso la vita Kobe Bryant (uno dei cestisti più forti della storia della pallacanestro) ha scosso il mondo del Basket e, più in generale, tutto il mondo dello sport. Nell'immane tragedia hanno perso la vita altre otto persone a bordo del veicolo, tra cui la 13enne Gianna, figlia del Mamba e promessa del basket. Successivamente sono stati confermati i nomi del coach Altobelli, di sua moglie e della loro figlia. Inoltre, era presente anche la Mauser, allenatrice della scuola di basket di Bryant.

Bryant doveva allenare una partita della figlia

In queste ore le autorità sono a lavoro per cercare di capire i motivi di questa terribile tragedia che i soccorsi non sono riusciti evitare, nonostante siano arrivati immediatamente sul posto. Secondo le ultime ricostruzioni, il problema maggiore sembrerebbe essere stato quello delle precarie condizioni meteorologiche, con una fitta nebbia che avvolgeva tutta la zona. Questo è almeno quanto fatto capire dallo sceriffo della conte di Los Angeles in una conferenza stampa nella serata californiana. Quest'ultimo ha anche comunicato che ci potrebbero volere diversi giorni per recuperare tutti i corpi in quanto l'incidente è avvenuta in un'area impervia della contea.

Il mezzo della leggenda dei Los Angeles Lakers è partito alle 9:06 dall'aeroporto John Wayne di Orange County, si era alzato per poi schiantarsi poco più di 40' dopo aver sorvolato la città. L'elicottero era diretto a Thousands Oaks dove Kobe Bryant avrebbe dovuto allenare una partita della figlia 13enne nella Mamba Cup, un torneo organizzato dalla sua Mamba Sports Academy, il progetto creato dal 41enne per la sua carriera post NBA.

L'elicottero precipitato era una limousine in volo

L'elicottero in questione era un Sikorsky S-7 bi-turbina prodotto nel 1991. Il mezzo era utilizzato anche in ambito militare e governativo e, infatti, ha volato fino al 2015 nello Stato dell'Illinois. Poi, successivamente è stato venduto al Mamba che lo utilizzava principalmente per spostarsi con la sua famiglia.

Ma il cestista portava spesso a bordo anche amici e colleghi.

Il 'Los Angeles Times' ha intervistato Kurt Deetz, l'ex pilota di Kobe Bryant che ha affermato di aver volato spesso con il campione con l'elicottero che si è schiantato ieri mattina in California. L'uomo ha ribadito che il mezzo era molto sicuro e lo si poteva paragonare ad una 'limousine in volo'. Poi, Kurt ha aggiunto che l'elicottero è sempre stato in perfette condizioni e che non c'erano probabilità che ci potesse essere un guasto al motore. Quindi, anche l'ex pilota è convinto che le cause dello schianto siano dovute alle precarie condizioni meteorologiche.