Giungono importanti novità dal Portogallo: infatti, è di queste ore la notizia che il Governo lusitano sta pensando di introdurre un'aliquota di tasse pari al 10% sulle Pensioni degli europei che si trasferiranno nella nazione atlantica. Da Lisbona fanno sapere che la misura riguarderà gli stranieri con lo status di residenti non regolari e non sarà valida per chi risiede già diverso tempo in territorio portoghese. Lo riferisce Catarina Mendes, leader del gruppo socialista in Parlamento, che poi è la forza politica da cui deriva questa proposta di legge.

L'emendamento è contenuto proprio nella nuova manovra finanziaria che il Governo sta varando in questo periodo.

Il Portogallo: un 'paradiso' per i pensionati italiani

Da molti anni oramai il Portogallo è divenuta una sorta di "paradiso fiscale" proprio per i pensionati. Sono molti gli italiani che ogni anno decidono di lasciare l'Italia e trasferirsi sull'Atlantico. La meta più gettonata è la capitale, Lisbona, che quest'anno è stata considerata addirittura la città più green d'Europa. Con la grande crisi finanziaria scaturita nel 2009, l'Esecutivo aveva esentato completamente dalle tasse per 10 anni i pensionati comunitari che decidevano di prendere residenza in Portogallo: questi ultimi però dovevano impegnarsi a vivere almeno sei mesi l'anno nel territorio portoghese, da qui deriva appunto lo status di residente non regolare.

Con questa proposta di legge i tempi per gli italiani pensionati in Portogallo potrebbero quindi farsi più "duri". Oltre che per il regime fiscale piuttosto basso, il Paese è diventato una meta gettonata anche dai più giovani, in quanto vi è un bel clima, un basso tasso di criminalità e un servizio sanitario efficiente. Questi sono i motivi che portano molti italiani a fare le valige e rifarsi una vita in Portogallo.

In questi ultimi anni anche molte multinazionali, soprattutto impegnate nei servizio del customer care, hanno introdotto delle loro sedi a Lisbona e in altre città: sono tantissimi i giovani stranieri che trovano impiego proprio in queste realtà.

La rinascita portoghese

Dopo la grande crisi economica, che ha toccato livelli da capogiro nel 2011, il Portogallo si è poi lentamente ripreso. Il Governo di Lisbona ha dovuto introdurre un vero e proprio piano di salvataggio per evitare il default.

Allora, l'ex premier José Socrates, ammise che il Paese era in forte recessione: per questo l'Esecutivo chiese alla Troika un pacchetto di aiuti finanziari pari a circa 78 milioni di euro. Ci furono grossi tagli alle spese e vennero bruciati in poco tempo 600.000 posti di lavoro. Molti giovani e non emigrarono verso altre nazioni europee. L'ascesa portoghese comincia nel 2014, quando il programma di aiuti finanziari internazionali si chiude. Adesso la nazione atlantica guarda al futuro comunque con più ottimismo ed è governato sempre dalla sinistra socialista.

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