Medici e infermieri esposti direttamente a contatto con Covid 19 ma “costretti” a proseguire nel loro lavoro in cliniche e ospedali senza mezzi di protezione “adeguati ed efficaci” contro il contagio: questa la denuncia arrivata nelle ultime ore dalle categorie sindacali del comparto che pretendono maggiore rispetto e maggiori tutele per un settore che sta letteralmente tenendo in piedi da solo l'Italia intera.

Sono più di 1600 i medici e gli infermieri già contagiati dal coronavirus, 700 nella sola Lombardia

In un comunicato stampa diffuso dal sindacato Uil Fpl di Milano e Lombardia, si segnala come siano più di 1600 i medici, gli infermieri e i tecnici in tutta Italia risultati positivi al virus Covid 19, “quasi 700 nella sola Lombardia, con un sistema già al collasso, con ricoveri che proseguono al ritmo di 400 al giorno che si sommano alle persone già ricoverate”.

Lo stesso sindacato ricorda poi come parecchio personale venga impiegato 'fuori reparto' senza la minima preparazione o formazione, cosa che di per se aumenta i rischi di contagio.

Mezzi di protezione individuali contro il coronavirus inadeguati o assenti

La denuncia del sindacato Uil Fpl non si ferma: sarebbero documentati casi di personale impegnato nell’assistenza diretta a pazienti positivi al Covid 19 e di personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni biologici che hanno operato pur essendo privi di dispositivi di protezione individuale, i cosiddetti Dpi, oppure che hanno utilizzato Dpi non idonei.

Il sindacato, in particolare, punta il dito contro la Protezione Civile che non avrebbe fornito gli aiuti necessari e sulle cosiddette “mascherine Scottex”, realizzate con tessuto sintetico, del tutto inadeguate perché prive dei requisiti necessari per garantire la protezione necessaria.

Sindacato Uil Fpl: “Vergognose e offensive le parole di Paolo D’Ancona”

A gettare ulteriore benzina sul fuoco sono arrivate le parole di Paolo D’Ancona, virologo dell’Istituto Superiore di Sanità, che ieri, nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso la sede della Protezione Civile, ha dichiarato che “è da capire se il grande numero di operatori sanitari contagiati abbia contratto il virus in ambiente di lavoro o fuori nel privato”.

Siamo delusi e stanchi. Le dichiarazioni di Paolo D’Ancona sono vergognose e offensive – afferma il sindacato Uil Fpl in un comunicato stampa – nei confronti degli operatori sanitari che anche oggi stanno dando tutto, compresa la propria vita, per affrontare la grande emergenza che coinvolge la nostra collettività”.

“E’ evidente che le dichiarazioni del professor D’Ancona sono scollegate dalla realtà in cui vive il nostro Paese, con un Servizio sanitario nazionale dove mancano i dispositivi di protezione individuale essenziali per medici, infermieri e per tutti gli operatori coinvolti nell’emergenza”. Il sindacato chiede, ironicamente, cosa si dovrebbe dire agli operatori contagiati, “che si sono ammalati andando al ristorante? Oppure dovremmo ringraziarli per aver dato tutte le loro energie per sostenere un sistema sanitario che non era pronto?”

La Uil Fpl chiede maggior attenzione alle parole che vengono pronunciate, perché possono essere percepite come una mancanza di rispetto per tutti i medici, infermieri, tecnici, ricercatori, farmacisti e per tutti gli operatori che in prima linea rischiano ogni giorno la loro vita e di quella dei loro cari, ben consapevoli di poter diventare, loro malgrado, veicoli di contagio.

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