Da Montecatini Terme, cittadina in provincia di Pistoia, nel cuore della Valdinievole, arriva una terribile notizia di Cronaca Nera. Lelia Meacci, 19 anni compiuti pochi giorni fa, è morta al Cto di Firenze per un'emorragia cerebrale che non le ha lasciato scampo. La giovane, pochi giorni fa, aveva avuto un malore improvviso ed era caduta. Leila, studentessa modello, sognava di diventare medico. I suoi genitori, sebbene distrutti dal dolore, hanno deciso di donare gli organi.

Il malore, la caduta ed il ricovero

Lelia Meacci frequentava il Liceo Scientifico Coluccio Salutati di Montecatini. A giugno, con i suoi compagni della V A, avrebbe dovuto sostenere gli esami di maturità e, poco più tardi, avrebbe potuto iniziare a frequentare Medicina.

Il suo sogno era quello di diventare medico e salvare vite umane. Invece, un destino beffardo e crudele l'ha strappata per sempre all'affetto dei suoi cari.

Secondo quanto ricostruito, qualche giorno fa, mentre si trovava in casa con il fratello ed i genitori, la 19enne si è sentita male all'improvviso e, dopo aver perso i sensi, è caduta rovinosamente a terra. I familiari, subito, avevano chiamato il 118 e Leila era stata accompagnata al Centro traumatologico ortopedico dell'ospedale universitario Careggi di Firenze. Le sue condizioni, in un primo momento, sembravano essersi stabilizzate, ma nella giornata di ieri, martedì 7 aprile, è deceduta per un'emorragia cerebrale, forse causata da una malformazione artero-venosa congenita: nulla, infatti, poteva prevedere il malore.

Nella giornata di oggi, la salma di Leila, verrà ricomposta dalle onoranze funebri Romualdi di Massa e Cozzile. A causa dell'emergenza coronavirus, il feretro sarà semplicemente benedetto, alla sola presenza dei familiari più stretti, e poi tumulato nel cimitero di Montecatini Terme.

Il ricordo della professoressa

La notizia della morte prematura di Lelia Meacci ha gettato nel dolore e nello sconforto l'intera comunità montecatinese e il liceo Salutati (colpito, solo poche settimane fa, da un altro lutto: lo scorso 26 marzo, infatti, è venuto a mancare Marco Sarti, stimato insegnante di religione).

La 19enne era tra le migliori della sua classe e una sua professoressa, profondamente colpita, ha voluto dedicarle uno struggente messaggio d'addio (condiviso su Facebook da Samuele, cugino di Leila). L'insegnante, dopo aver definito la scomparsa della giovane un dramma incommensurabile ed incomprensibile, ha descritto la sua allieva come una studentessa strepitosa che si avviava ad intraprendere gli studi universitari con le migliori premesse possibili. Come un'aquila silente ed ammirevole, Leila, era un'acuminata osservatrice di sé e degli altri. Non sentiva il bisogno di mettersi in mostra, ma da "essere raro" qual era, sapeva insegnare agli altri, anche a chi le insegnava, cos'è l'acutezza, il valore e l'intelligenza paga di se stessa e della propria autodisciplina e serietà.

Poi, la prof. ha ricordato che la giovane sognava di diventare medico e di aiutare gli altri. "Sarebbe stata un medico eccellente - ha evidenziato - perché aveva una capacità rarissima di valutare senza farsi confondere dai miscugli delle debolezze umane".

Prima di concludere citando i versi di Marziale, l'insegnante, ha anche ricordato che i genitori della giovane hanno acconsentito a donare gli organi. In questo modo Leila ha potuto salvare delle vite, proprio come avrebbe fatto se avesse proseguito gli studi.

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