Giuseppe Pompa, un operaio di 52 anni residente a Collegno, è stato ucciso dal figlio nella serata di ieri, 30 aprile. Il giovane di 19 anni, incensurato, è stato arrestato dai Carabinieri che stanno portando avanti le indagini guidati dal pm Fabio Scevola. Resta da chiarire il movente ed un'eventuale coinvolgimento dell'altro figlio della vittima.

Tragedia nel torinese: studente di 19 anni uccide il padre, si ipotizza che stesse difendendo la madre

La tragedia si è consumata a Collegno, in provincia di Torino. Alex, uno studente di 19 anni, ha ferito a morte suo padre, Giuseppe Pompa, con una ventina di coltellate.

In casa erano presenti anche la moglie della vittima, Maria Cotoia, e l'altro figlio maggiorenne, Loris di 21 anni. I militari dell'arma dei Carabinieri accorsi sul posto insieme ai soccorsi sanitari, hanno trovato nell'abitazione in via De Amicis 47, alcuni coltelli che sono stati sequestrati. Secondo un primo esame, la vittima sarebbe stata colpita con furia in diversi punti: alla schiena, al torace e all'addome.

L'omicida è stato fermato dai Carabinieri che adesso, con le indagini coordinate dal pm Fabio Scevola della procura di Torino, dovranno ascoltarlo per capire il movente del delitto. Verranno valutate anche le dichiarazioni dei familiari e dei i vicini di casa, per chiarire cosa possa essere accaduto poco prima della tragedia.

Secondo una prima ricostruzione, infatti, pare che la vittima avesse un carattere molto geloso e aggressivo nei confronti della moglie ed il ragazzo sarebbe intervenuto in difesa della donna. I vicini raccontano che i litigi erano all'ordine del giorno e che i ragazzi intervenivano come potevano.

Giuseppe Pompa ucciso da suo figlio a coltellate: dalle prime ricostruzioni l'uomo era violento in famiglia

Alex avrebbe colpito suo padre con 24 coltellate al culmine di una lite per difendere la madre: i Carabinieri hanno sequestrato diversi coltelli, alcuni di questi erano spezzati, probabilmente nel tentativo di colpire Giuseppe Pompa. Si indaga anche su una eventuale responsabilità dell'altro fratello, per capire se anche lui avesse cercato di difendere la madre.

Secondo una prima verifica attuata dagli investigatori, la situazione di violenza all'interno della famiglia andava avanti da anni, ma non era stata presentata nessuna denuncia a carico dell'uomo.

Quello accaduto il 30 aprile è il secondo omicidio avvenuto tra le mura di casa per mano di un figlio. Lo scorso 21 aprile, infatti, a Torino, Mario Trimboli è stato trovato privo di vita nella sua abitazione, ucciso dal figlio convivente. Anche in quel caso, l'omicida è stato arrestato dai Carabinieri.