È assurta agli onori della cronaca solo nella giornata del 24 giugno la notizia del decesso di Leandro Maduro Costa, alias Potato The Clown, il volontario di clownterapia 44enne venuto a mancare a Rio De Janeiro a causa del coronavirus. La sua storia è stata raccontata sulle pagine del The Guardian dalla moglie Monique Santos e l'amico Felipe Alves Guimarães. L'uomo è deceduto l'11 maggio scorso presso l'ospedale Albert Schweitzer del quartiere di Realengo, luogo in cui prestava il suo servizio di volontariato.

Rio De Janeiro: Potato The Clown perde la vita a causa del coronavirus

Leandro Maduro Costa ha iniziato ad avvertire i primi sintomi causati dal contagio del Coronavirus, tra cui febbre e tosse, il 4 maggio scorso.

L'uomo si aspettava di aver contratto il virus, viste le sue attività di volontariato tra le corsie dell'ospedale di Realengo. I familiari lo hanno accompagnato in una clinica del quartiere, dove gli è stata praticata una flebo. Subito dopo è stato dimesso. Sembrava che le sue condizioni di salute stessero lentamente migliorando, ma l'8 maggio la situazione è ulteriormente precipitata e la moglie di Leandro, Monique Santos, opta per un repentino trasferimento presso l'ospedale Albert Schweitzer.

L'uomo che soffriva di altre patologie pregresse (diabete e ipertensione arteriosa) viene ricoverato. Da quel momento in poi i familiari non hanno più avuto la possibilità di vederlo, viste le rigide restrizioni per la Covid-19.

Domenica 11 maggio, intorno alle 3 del mattino, alla moglie viene comunicato che purtroppo il cuore di Leandro ha smesso di battere.

L'ultimo desiderio di Leandro: essere seppellito con il suo abito da clown

Leandro Maduro Costa è cresciuto a Fazendinha, favela di Rio De Janeiro. I familiari e gli amici lo ricordano come una persona generosa e devota verso il prossimo.

Nella vita, dopo aver prestato servizio nell'esercito, ha fatto di tutto, anche il sound engineer per i Furacão 2000, una delle band funk più conosciute di Rio De Janeiro.

La sua vocazione, però, è sempre stata quella di portare un sorriso nella vita delle persone, per questo motivo ha iniziato la sua attività di clownterapia.

Il suo ruolo di clown era così importante, che Leandro aveva espresso anche un ultimo desiderio, come dichiarato dal suo amico Felipe Alves Guimarães sulle pagine del The Guardian: "Mi ha sempre detto: Felipe, se sarò il primo a morire, seppelliscimi come Potato The Clown".

Purtroppo a causa delle norme vigenti per la Covid-19 non è stato possibile realizzare quest'ultimo desiderio. Il suo funerale è stato celebrato con la sola presenza dei familiari l'11 maggio scorso a Rio De Janeiro.

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