La nota virologa Maria Rita Gismondo è tornata a parlare di coronavirus. Lo ha fatto firmando un articolo su Il Fatto Quotidiano del 7 giugno nell'ambito della rubrica Antivirus. La direttrice della Microbiologia del Sacco di Milano ha segnalato come finalmente sarà possibile fare le autopsie sui presunti decessi per Covid. Una novità che, a giudicare dalle parole delle scienziata, sarebbe arrivata in maniera tardiva, alla luce di quelli che erano gli appelli di quanti speravano di poterlo fare prima per ottenere nuove informazioni sull'infezione.

Coronavirus: i cadaveri venivano subito cremati

"Ora - scrive Maria Rita Gismondo - miracolosamente il ministero della Salute ha cancellato il divieto dai suoi documenti". Sono le parole con cui la virologa intende evidenziare il cambio di normative in merito alle autopsie sui sospetti decessi per Covid. Prima i cadaveri venivano portati direttamente alla cremazione e dunque resi impossibili da esaminare. Un rischio che nasceva dalla necessità di limitare il rischio di contagio. Questo, però, circoscriveva la conoscenza a quanto già si sapeva, ossia le rassicurazioni sul fatto che l'infezione potesse verificarsi solo per via respiratoria.

Coronavirus: per Maria Rita Gismondo Palma è stato zittito

Ora che le autopsie potranno essere seguite si potrà arrivare a valutare il parere di esperti come il cardiologo Giampaolo Palma.' La stessa Gismondo sottolinea come il collega avesse fatto un appello affinché il coronavirus non venisse considerato solo una polmonite sinciziale. Parere fornito per via della presenza trombi presenti in tutto il corpo che inducono il pensiero possa essere associata ad una vasculopatia. Maria Rita Gismondo, inoltre, invita i lettori ad andare a cercare le dichiarazioni in merito da parte di coloro i quali lei definisce "soloni mediatici". "Gli hanno - tuona la virologa - subito tappato la bocca. È inaccettabile.

Quanta conoscenza negata".

Maria Rita Gismondo, tra l'altro, denuncia il fatto che si lasci diritto di parola solo a chi si fa più "pubblicità" o chi "ha amici" che gli consentono di parlare. Un principio che, a suo dire, va in contrasto con quella che è una consuetudine della medicina. Il riferimento va al fatto che le grandi scoperte sono sempre state nel silenzio e nella modestia che dovrebbero essere tratti caratteristici della scienza, quella vera. Per Maria Rita Gismondo oggi, invece ci sarebbe da fare i conti con 'soloni mediatici' che si ergono a entità giudicanti della verità. "E io - ha chiosato la scienziata - penso alle vite non risparmiate".

Adesso non resta che attendere cosa accadrà nel momento in cui si potranno avere gli esiti delle autopsie annunciate da Maria Rita Gismondo.