Nel corso della trasmissione Fuori dal Coro,del 9 giugno, il medico Giuseppe De Donno ha rilasciato alcune dichiarazioni. De Donno, noto per i suoi studi sulla plasmaterapia per il Coronavirus, si è espresso su un'altra criticità che il sistema sanitario è destinato ad affrontare. Dopo mesi in trincea, infatti, medici ed infermieri saranno chiamati agli straordinari per recuperare il terreno perduto sul fronte dell'assistenza a patologie finite in secondo piano rispetto alla Covid-19. Secondo il medico, i pazienti non curati finora potrebbero non farcela.

Coronavirus: potrebbero esserci altre vittime indirette

De Donno è il primario del reparto di Pneumologia dell'ospedale Carlo Poma di Mantova. Colloquiando con Mario Giordano ha segnalato il fatto che, da ora in avanti, oltre al coronavirus ci sarà un altro problema da affrontare. Il riferimento va alla corsa contro il tempo per recuperare il tempo perduto nei confronti di altri pazienti che, in questi mesi, non hanno potuto recarsi in ospedali impegnati soprattutto a fronteggiare la Covid. In particolare ha parlato di ciò che sta accadendo nella sua struttura. "Abbiamo - ha rivelato - fatto una riunione per decidere la strategia di rientro".

Ogni giorno si fa la conta di quante persone vengono strappate alla vita dalla Covid-19. Secondo De Donno c'è il rischio che altri possano subire le conseguenze del coronavirus, senza però aver subito l'infezione in maniera diretta.

"I pazienti - ha sottolineato - che sono stati, come diciamo noi, "abbandonati", sono vittime indirette del coronavirus e devono avere la stessa dignità che si sono ammalati di Covid-19". Il medico non ha lasciato spazio a previsioni rosee: "Molti dei pazienti che non abbiamo curato, probabilmente moriranno".

De Donno chiede risorse da allocare

Le casistiche che preoccupano di più Giuseppe De Donno sono quelle relative a potenziali neoplasie non diagnosticate in tempi adeguati per la mancanza della possibilità di fare screening strumentali nel periodo che è partito da marzo.

"Mi riferisco - ha detto - soprattutto ai pazienti oncologici che, nel ritardo della diagnosi, potranno avere qualche problema in più rispetto a tre mesi fa".

I tempi per mettere riparo ad una situazione difficile, secondo De Donno, potrebbero ancora esserci. Il medico ha sottolineato come, affinché si possa avere successo, occorre che si rispettino determinate condizioni.

"Adesso - ha detto - è il momento di correre. Dobbiamo trovare strategie ed energie per correre ... Siamo di fronte all'estate. Il personale sanitario è stremato. Soprattutto nella nostra regione, in Veneto ed in Emilia Romagna siamo stanchi dopo tre mesi di lavoro ininterrotto, ma non possiamo abbandonare quei pazienti che sono vittime indirette del coronavirus ... Servono le risorse. E qui le risorse vanno allocate".

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